La signora si fa rossa, volta la testa dalla parte opposta e si mette a ciarlare sottovoce con un'amica, con frequenti scoppi di risa.
Il cavaliere, per uscire d'impaccio:
— Come si chiama quel caro bambino?
— Le dirò: quel bambino non è mio.
— Oh! guarda un po'! mi pareva tutto suo figlio; si somigliano in un modo strano: già i bambini belli si somigliano tutti.
Le due signore ridono.
Un uomo barbuto, alzando gli occhi dal giornale, dice secco al cavaliere:
— Scusi, sa; ma mia sorella non è maritata e non ha figli.
— Pardon! — borbotta il cavaliere, — è un equivoco: avevo preso la signorina per la contessa.... la contessa.... (grattandosi la fronte e afferrando il primo nome che si ricorda) la contessa Pampaloni.
Le signore, ridendo: