Il commendatore (balbettando). — Prima di tutto.... ho prestate quindici lire a un amico.
La signora. — Ah! benissimo. La signora non ha pelliccia, ma il signore, presta quindici lire a un amico. La moglie non ha mai un palco, ma il signore presta quindici lire a un amico. Da due anni mi devo fare un abitino di raso nero, chè quello che ci ho è una cosa impossibile, ma il signore presta quindici lire a un amico. In casa si manca di tutto, non c'è neppure una macchinetta per l'acqua di Seltz, ma il signore presta quindici lire a un amico. Dovevo andare al concerto della Cognetti, e non ci sono andata, ma il signore presta quindici lire a un amico; l'ho pregato di portarmi all'esposizione di Torino, e non mi ci ha portato, ma il signore presta.... Ma poi, quindici lire sono quindici lire. Mancano ancora 1285 lire. Spero bene che non avrete dato tante quindici lire a un centinaio d'amici.
Il commendatore (prendendo il cappello). — Senti: farò colazione questa sera. Morana mi aspetta.
La signora. — Ma le 1285 lire?
Il commendatore (scappando). — Le ho mandate agli Asili d'infanzia.
La signora (cavando con gesto drammatico un biglietto). — E l'autrice di questo biglietto in cui vi scrive che le 1300 lire non bastano.... questa Elvira Codarelli, che manca d'ortografia, è forse un Asilo d'infanzia?
Tableau!