E salutando ossequiosamente la moglie del sindaco, il maestro Ciuffetti diede il segnale e tosto i lampioni si presentarono così

VIVA
LE CORNA
DEL CAPRO....SI

— Schifosi! — urlò il povero maestro, scagliandosi contro i lampioni e, nel suo cieco furore, diede un pugno sugli occhi al D, uno schiaffo per uno ai tre P e un calcio all'N, calcio che a dirittura sfondò l'ANIS del nome sindacale.

Intanto, il corteo, tra bene e male, più male che bene, giungeva sulla piazza del municipio; il maestro Ciuffetti si strappava i suddetti a dozzine dalla testa, e si spolmonava gridando ai lampionai:

— Ma non vi ricordate quel che vi ho insegnato, brutti infami?

E poi, con voce carezzevole:

— Da bravi, figlioli miei, un po' di buona volontà! componetemi Viva il sindaco eroe! Non vedete che si arriva davanti al municipio? Noi siamo disonorati!...

Tra i gemiti del maestro, i lampioni fecero una sosta, s'incrociarono, si confusero, parvero riordinarsi e finalmente si formarono così:

CREPI IL RIO SCARPONE....

Il maestro Ciuffetti, con gli occhi fuori della testa, prende per le orecchie il primo V che, trascinato dalla folla, gli capita tra le mani e lo scaraventa contro un muricciolo. Proprio in quel momento, ecco trafelato il presidente del Club dei caciocavalli, che strilla al maestro: