CIARLE E MACCHIETTE


Un bel caso.

Il marchese Alfonso Orlandi, uomo di tatto se non di spirito, subito si era accorto che ci faceva la parte del terzo incomodo: per ciò, passati neppure dieci minuti in ciarle inconcludenti, si alzò dalla poltrona, e con l'inchino misurato del gentiluomo corretto, porse la mano guantata alla bella padrona di casa.

— Contessa: a rivederci.

— Così presto!

— Si figuri con che piacere rimarrei: ma ho ancora cinque o sei visite da fare e alle sei devo trovarmi al municipio, col conte....

— Questo municipio!