— Sfido!
Poi, con affettazione di cortesia, ma con accento acre, si rivolge all'incognito:
— Perdoni: ha proprio bisogno di sedere vicino a me, lei? ma che le ho fatto? non potrebbe andare a sedere dall'altra parte?
Una notte, in casa Gandolfi, una disdetta inesorabile perseguitava il commendator Bonicelli che, malgrado la modestissima posta d'una liretta, già perdeva un cencinquanta lire all'écarté.
Era furioso e non sapeva su chi rovesciare la sua bile, tanto più che nessuno dei supposti iettatori si era messo dalla sua parte e stavano, invece, tutt'intorno alla sedia del generale.
Leopoldo sbuffava, borbottando:
— Devo averla addosso io, la iettatura!
A un tratto, sente qualche cosa che gli rotola sui piedi. Guarda e vede il figlio del generale, un bel ragazzino ricciuto, di nove anni, il quale si baloccava con un cagnolino maltese sopra il tappeto.
L'idea che quel ragazzino porti la iettatura attraversa subito il cervello del commendatore, il quale comincia a dire, con rabbia repressa: