— Da burla o sul serio!

Il dottore sorrise e continuò, con la sua voce flemmatica:

— Siate molto infelice, Macario mio, se volete essere meno infelice di quel che siete adesso. Quando vi sarete convinto che la vita è un soffrire continuo, poco più vi premerà morire di colera o di tubercolosi....

— E dite queste cose voi? un medico!

— Appunto. Più vado innanzi e più mi persuado che anche la vita è una malattia. Forse è la sola da cui si possa guarire.... col tempo.

L'onesto Macario Tuccimei escì, pensoso, dalla casa del dottore.

— E se, poi, avesse ragione lui? pure è curiosa che un uomo, per essere tranquillo, si deva procurare una certa dose d'infelicità!... e se mi ci provassi?

L'eccellente Macario Tuccimei passò, mentalmente, in rassegna le fonti principali della propria felicità: una salute di ferro, un solido patrimonio, una moglie virtuosa e adorabile.

Mentre andava ruminando, fu fermato da suo cugino Augusto Marinelli, libero ma ozioso cittadino, scioperato, pieno di debiti e di vizi.