— Ma ti giuro che, dentro il mese, te le renderò.

Macario Tuccimei andò, col cugino, dal suo banchiere e gli fece consegnare dieci biglietti da mille: poi, quando rimase solo, esclamò:

— È come se m'avesse strappato un pezzo di cuore. Quanto mi fa piacere d'essere così scontento di quello che ho fatto!

Così, mentre adagino adagino tornava a casa, Macario s'abbandonava alle più dolci riflessioni.

— Adesso dirò a Celestina che ho prestato diecimila lire ad Augusto, e son sicuro che mi farà una scena terribile! — e si stropicciava le mani: — sarà la prima volta, ma son certo che, appena lei lo sa, mi carica di improperi. Ci tiene tanto al denaro!

Appena deposto il cappello e consegnato alla moglie il bastone di bambù, Macario prese un aspetto contrito e cominciò:

— Sai, moglie mia: mezz'ora fa ho commesso una corbelleria tale....

E le raccontò il caso; poi, conchiuse:

— Sì: a quello scioperato d'Augusto, che non potrà restituirmele mai più.

E abbassò il capo, aspettando la tempesta.