Celestina, invece, gli si buttò al collo, tutta intenerita:

— Che cuore che hai! dopo tutto, bisogna aiutarli, i propri parenti!...

Il giorno appresso, Augusto Marinelli, con un dispaccio in mano, entrò come una bomba in casa Tuccimei e gridò a Macario:

— È morto di colèra alla Spezia lo zio Luciano e m'ha lasciato ventimila lire di rendita. Che fortuna! che fortuna!

Poi, correggendo:

— E che tremenda, irreparabile disgrazia!

Tre giorni dopo, Augusto restituiva le diecimila lire al cugino, più — a titolo di regalo — due magnifici anelli di brillanti, che facevano parte dell'asse ereditario.

— Scommetto, — pensava il povero Macario, — che, se butto in mare centomila lire, il giorno dopo il cuoco me le riporta a casa dentro un pesce. E sia! non ci pensiamo più....

Poi, guardando Celestina, che ricamava un orrendo paio di pantofole:

— E se mi procurassi delle infelicità coniugali? che idea!... Ma intendiamoci! non già che lei.... io piuttosto potrei.... sicuro! perchè no?...