Andò nello studio e, alterando un poco la calligrafia, fece una mezza dozzina di lettere amorose dirette a sè medesimo, le firmò Clorinda e le pose nella tasca interna del soprabito, che poi appese all'attaccapanni.
Sulla fine del pranzo, disse a Celestina:
— Vedi un po' nella tasca interna del mio soprabito: ci devo avere dei sigari.
— Dove sta?
— Sta appeso nello studio.
Celestina, premurosa, andò e tornò subito.
— Nella tasca interna, hai detto?
— Sì.
— Come: non c'è niente!