— Non ci hai che una quantità di carte.... mi son parse lettere....

— Spero che non le avrai lette? — gridò Macario, fingendo quasi terrore.

— Ma ti pare!

La sera, Macario provò a lasciare quelle lettere sparse sul comò; ma la mattina, Celestina stessa le radunò, guardandosi bene dall'aprirle, ne fece un bel pacchetto, che legò con un nastrino, e lo presentò al marito, dicendo:

— Hai scordato queste carte sul comò: ti servono o le devo riporre?

— Buttale magari via! — rispose Macario, profondamente deluso. — Arriverò fino all'eroismo! — pensò il desolato Tuccimei — esporrò Celestina alle seduzioni della colpa.... L'esperimento è doloroso, ma necessario!

Eh, a dirlo ci vuol poco! ma come si fa? non è mica facile fermare un amico o il primo venuto per dirgli: mi farebbe il piacere di?...

Tra l'altro il salotto di casa Tuccimei era frequentato da pochissime persone e tutta gente matura che aveva altro per la testa.