Mediante un processo d'eliminazione, Macario arrivò a conchiudere che, tra tutti gli amici di casa, non ce n'era che uno solo capace di rendergli quel servizio: vale a dire Cesare Marchini, non tanto bello, poco spiritoso, ma non antipatico: oltre a ciò robusto e giovane ancora, poichè non aveva, a sentir lui, che trentasei anni. Tuccimei lo aveva conosciuto assai prima del matrimonio e tra di loro c'era intimità. Quando Celestina entrò in casa Tuccimei, l'amico Cesare Marchini fu, per così dire, il convitato abituale, ch'era a pranzo o a cena un giorno sì e l'altro no, giocando poi a tarocchi con Macario e tre volte la settimana facendo — gratuitamente, si capisce — lezione di pianoforte a Celestina, che aveva pur troppo delle tendenze organiche alle romanze per camera.
— Sicuro! — pensò il buon Tuccimei, a guisa di corollario: — se Cesare si prestasse!... ma come faccio io a introdurli in.... questa corrente d'idee? sono due anime così pure, così ingenue!
A ogni modo, volle tentare e fece del suo meglio. Certe volte, tra la moglie e l'amico, faceva certi discorsi che pareva.... cerco un paragone possibile!... pareva (l'ho trovato) un suocero intento a gonfiare ben bene il suo futuro genero: quando, poi, si trovava solo con Cesare, si lasciava andare a certe descrizioni curiose così da rammentare quel re di Lidia che, a furia di vantare all'amico Gige le belle qualità della consorte, si fece togliere la moglie, il trono e la vita.
Ma Celestina era sempre la stessa donna insignificante e Cesare non capiva niente.
A pranzo, faceva bere molto vino spumante a lei e a lui, poi li lasciava soli, con un pretesto qualunque, dicendo magari che doveva partire per un giorno o due: tornava invece d'improvviso dopo un par d'orette, e li trovava seri, composti, accigliati, come sempre, seduti davanti al pianoforte, con l'eterna romanza Vorrei morir sopra il leggìo.
— Dopo tutto — pensava — non sarò infelice, poichè Dio non vuole; ma è una cosa che tocca proprio il core. Oh, la felicità, l'amicizia non sono vane parole!
E abbracciava Celestina con tenerezza e stringeva caldamente la mano a Cesare.
Una sera, nell'alzare la tenda per entrare nel salotto, Macario si fermò.
Celestina stava sopra un sofà e Cesare ai suoi piedi....
Ridevano tutti e due, ridevano forte.