— Che fanno? — e Macario stette nella penombra ad osservare, poi rise anche lui silenziosamente dentro di sè.
Cesare non faceva che allacciarle innocentemente il cappio delle scarpine, che s'era snodato.
— Son due fanciulloni! — pensò Macario, dolcemente commosso: — ma, adesso, voglio fare una bella burletta.
E inoltrandosi con passo tragico nel salotto, incrociò formidabilmente le braccia sul petto e tuonò con voce stentorea:
— Ah! vi ho sorpreso, finalmente!
Cesare si alzò pallido, esterrefatto, e mormorò:
— Potresti uccidermi, lo so: ma non fare scandali.... sono ai tuoi ordini!
— Come!?..
Macario sentì un tuffo al cervello, gli si annebbiarono gli occhi, gli si piegarono le gambe e cadde sopra una sedia.
— E pensare che sono stato io! io!