Gigi Micocci, sotto un urlo di esecrazione, dava il gesso alla stecca e preparava un altro colmo più scellerato ancora, quand'ecco entra nel caffè il dottor Malachia Pelasquez e tutti gli corrono incontro, gridandogli tra il serio e il faceto:

— I nostri mirallegro!... un mondo di complimenti! se lo meritava, un uomo com'è lei.... davvero, davvero!

— Ma che gli è successo? — domanda Gigi Micocci.

— Non sai? lo hanno nominato commendatore.

— Oh, diavolo!

— Già, già! — dice il dottore, facendosi avanti e barattando strette di mano; — ho avuto la notizia proprio adesso.

— Come, adesso? — domanda Micocci.

— Appunto: discendevo dalla diligenza di porto d'Anzio, quando mi è venuto incontro il mio fattore, con la Gazzetta ufficiale....

— Allora, permetta!... mi rallegro tanto tanto anch'io: è un bell'onore!

— Sì.... sì.... ma, pure, mi ha fatto specie una cosa: nella lista dei nuovi commendatori, non ho visto che tre soli casati di gente nobile: il duca Sarteschi, il conte di Melissano e me.