— Voi?
— Io, sì!... ignorate dunque che io discendo, nientemeno, dai principi di Castiglia?
— Ma, allora, perchè un momento fa avete detto che discendevate.... dalla diligenza di porto d'Anzio?
Ninì.
Tranne il dormire, facevano tutto in comune. Parlo di due vecchi procuratori — Lucio Paglia e Alfonso Errera — i quali avevano saputo mettere da parte un bel po' di quattrini, tanto da godersi, nella pace beata dell'ozio, il resto della loro esistenza. Come avevano lavorato assieme per tanti anni, nello stesso studio, così adesso passeggiavano insieme, insieme leggevano, fumavano insieme, mangiavano insieme, insieme bevevano.... Anzi, bevevano fin troppo e si può dire che sei giorni della settimana si alzavano brilli da tavola; allora, gai e ciarlieri, accendevano i sigari e andavano a fare una passeggiata sul Corso. Era, per solito, in quell'oretta gioconda, che nel cervello di Alfonso Errera pullulavano bizzarrie originali, che tosto metteva in esecuzione, senza che il compagno gli si opponesse mai. Anzi, diventava il suo compare, il suo complice.