Certe volte, entrava in tutti i negozi d'orologiaio per chiedere:

— Scusi: ce l'avrebbe una ventina d'ore pomeridiane, magari usate, ma da spender poco?

Un'altra sera, con passo maestoso, s'introducevano in un caffè e, con un mazzo di chiavine, battevano fortemente sopra una tavola. Un cameriere accorreva di corsa e chiedeva a Lucio Paglia:

— Che cosa beve il signore?

— Io nulla.

E Alfonso Errera:

— A me pure: ma con acqua di Seltz.

Quando c'era molta gente e il tabaccaio era in gran faccende, l'Errera entrava in bottega, guardava sul banco, nelle vetrine, dentro le scatole magari e crollava la testa, ripetendo malinconicamente:

— Non ce n'ha!