Augusto.

Non è possibile descrivere l'effetto psicologico prodotto nell'animo di Mario da quelle due tremende parole: Rispose aspetteratti, quasi eco crudele a quelle anteriori: trovasi attualmente in casa mia!

Amalia gli volgeva le spalle per sorridere con malignità; lui si mordeva i baffi e, bestemmiando sottovoce, dava di gran pugni sulla scrivania.

— Oh, questa è grossa! e come si fa, ora? potessi calarmi da una finestra senza esser visto! ma chi è quel porco che ha inventato i cordoni sanitari?

Telegrafare a quel galeotto d'Augusto? ma che cosa telegrafargli? che il diavolo se lo porti via?

Amalia, tacita, sorrideva nella penombra del saloncino e Mario si torceva furiosamente i baffi. Poi, preso il cappello, se lo ficcò in testa e s'avviò verso l'uscio, borbottando:

— In qualche modo, perdinci, escirò.

Amalia lo lasciò andar via, senza dirgli nulla.

Mario scese le scale e sul portone si trovò davanti a due guardie municipali sì, ma inesorabili.

— Arrivo un momento dal tabaccaio e torno.