— Cerco... mia moglie.
— Ah, lei è dunque il signor... come si chiama... di Genova: è vero?
— Sì, son io.
— C'è una lettera per lei.
— Una lettera?
Mario rimase lì come la statua d'un viaggiatore con la valigia in mano, mentre la cameriera, svelta svelta, spariva e tornava con una busta verdognola. Mario, macchinalmente, la prese e guardò la soprascritta.
Mario Ricciarelli
S. P. M.
L'infelice strappò l'involucro, coi sudori freddi e lesse: