Che fare? che fare?
— Come ti senti?
La contessa non poteva rispondere: i suoi lineamenti stravolti, contraffatti, facevano paura e pietà.
Eugenio escì di corsa, senza cappello: entrò nel primo portone che trovò e disse alla portinaia:
— Cinque lire per voi, se mi trovate un medico o lo conducete subito qui accanto: che prenda una carrozza, mi raccomando!... presto!...
Dieci minuti dopo la portinaia tornava con un medico addetto al servizio notturno dello spedale. Eugenio stava sulla porta della palazzina: diede le cinque lire alla donna e la mandò via; disse al cocchiere di aspettare e introdusse il medico. Il quale trovò la contessa in uno stato deplorevole. La esaminò ben bene e crollò la testa. Poi chiese al marchese:
— È sua moglie?
— Sì.... signore.
— Scusi, come si chiama lei?