— Oh, Dio! come farò per tornare a casa? — esclamò la contessa, e intanto le sue dita stringevano il calice di Murano, colmo di vin del Reno.
A un tratto, la contessa si fece terribilmente pallida.
— Come mi sento male!... apri un po' le finestre.... no, non aprirle.... Oh, Dio!
Eugenio, spaventato, con la testa confusa, l'abbracciava, la baciava, piangeva.
— Che hai? che ti senti?
— Oh, Dio! se continua, muoio!
E lui, fuori di sè, le versava acqua, aceto sulla testa, la slacciava, le faceva vento; ma il malessere si sviluppava con un crescendo spaventevole.
— Ma che è, mio Dio? — gemeva la povera contessa: — qualcuno.... un medico!...
— Corro io.....
— No! non lasciarmi sola.