L'effetto del sotto in su è noto da secoli parecchi; ma non potete ideare l'effetto strano che produce una bella creatura, vista dal sopra in giù. La teoria degli scorci ha, sotto questo punto di vista, una grave lacuna.

E lei, la marchesina, s'era accorta della mia sordomuta ammirazione?

Bontà divina! chi è quella figlia d'Eva che non se ne avveda subito?

Le nostre occhiate s'incrociavano spesso, si chiappavano a volo, come i lepidotteri, e allora, mentre la marchesina abbassava le ciglia sul filondente, io, tutto rimminchionito, succhiavo il pennello, come si succhierebbe un bastoncino di cioccolatte.

E gli amorini salivano a lire 2,65 l'uno, come in tempi di assoluta carestia.

La sera d'un sabato, il principale, afflitto da un catarro che non mi prometteva niente di buono, mi diede la paga. Porgendomi le diciotto lire, che compendiavano i bisogni della vita, il brav'uomo mi disse con aria paterna:

— Caro mio, ce la dobbiamo discorrere un pochino.

Le mie gambe provarono un rilassamento molecolare, mentre il cuore si faceva piccino piccino.

— Che stupido! — fece il principale, con accento bonario, nello scorgere il mio imbarazzo. — Ma va via: non farmi quella faccia lì. O che c'è forse qualche cosa di male? sei o non sei un artista? che cosa diavolo sei? ma che ti pare che ci sia da vergognarsi? che razza di uomo! Ebbene, signor sì, tu ami la marchesina.