Tutto questo non basta. Gl’inglesi sono anche i detentori della maggior parte del debito pubblico argentino, che è di trecentottanta milioni di pesos oro, vale a dire di un miliardo e novecento milioni di franchi.
Di modo che l’Inghilterra in interessi e dividendi assorbe alle finanze argentine circa quarantasei o quarantasette milioni di pesos oro all’anno—cioè duecentotrenta o duecentotrentacinque milioni di franchi—così ripartiti:
Dalle imprese ferroviarie 17 milioni e mezzo, dalle Banche 3 milioni, da varie imprese 2 milioni, dalle finanze governative per interessi del debito pubblico 24 milioni.
L’esportazione supererà quest’anno l’importazione, si calcola, di circa cinquanta milioni di pesos. È chiaro che questo superavit attivo è insufficiente alla benchè minima capitalizzazione; gli sforzi della produzione sono fiaccati.
Ma noi non abbiamo veduto che la supremazia finanziaria inglese; vi è anche la supremazia commerciale. Le ferrovie hanno concessioni di leghe di territorî lungo il loro svolgimento. Nelle regioni più fertili abbondano le estancias inglesi. I prodotti di queste estancias, per la facilità dei trasporti e per i favori di cui godono, vengono ad avere una posizione privilegiata sui mercati.
Oltre agli estancieros vi sono i commercianti inglesi, importatori ed esportatori. Per quel sentimento di unione e solidarietà che è una delle più invidiabili caratteristiche inglesi, ed anche in forza di quella massima inglese che the onesty is the best policy—l’onestà è la miglior politica—questi commercianti godono presso gl’istituti bancarî inglesi di un credito illimitato. E, data la forza delle Banche inglesi, questi commercianti sono d’una potenza enorme. La concorrenza con loro è impossibile. Il commercio va scivolando nelle loro mani. I soli scambi con l’Inghilterra si aggirano sui sessanta milioni annui di pesos oro, cioè sui trecento milioni di franchi all’anno!
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Concludendo: guadagna davvero chi ha saputo ed ha avuto i mezzi di fare.