All’inganno d’un partito risponde, naturalmente, l’inganno dell’altro, alla frode la frode, e alla violenza la violenza. Il resultato è la più mostruosa mistificazione della volontà popolare.
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Su queste elezioni poggia l’oligarchia che strema le forze dell’Argentina e ne prostra le promettenti energie. Dalle elezioni nasce la piovra governativa, e viceversa: come la storia dell’uovo e della gallina. È un circolo chiuso, la cui anacronica esistenza è spiegata dalla esclusione della vita politica di quella grande parte della popolazione che più lavora, produce e paga, la quale avrebbe precisamente il più grande interesse ad una politica onesta: alludo agli stranieri.
Con questa straordinaria organizzazione, elettorale viene a mancare completamente il controllo del popolo nel complesso organismo governativo. Una macchina senza regolatore.
Appurate così le origini della disorganizzazione, vedremo prossimamente fino dove ne arrivano le ineluttabili e disastrose conseguenze.
SULL’ARGENTINA
IL GOVERNO IN AZIONE.
[Dal Corriere della Sera del 29 maggio 1902.]
L’ultima volta, mio buon lettore, abbiamo osservato l’allegra parodia electoral—per dirla con la frase del paese—argentina. Vediamo oggi che cosa ne viene fuori—che, come vedremo, è per noi italiani il più interessante.