Lo stato delle scienze sempre peggiorando tra i greci che ne conservavano per cosí dire il materiale nelle biblioteche, cominciò a rinvigorire in Occidente, ove la scolastica aguzzava gl'ingegni che i bisogni della societá facevan dirigere verso la coltura delle lettere classiche. E questo movimento dello spirito umano fece sí che le scienze esatte e naturali risorgessero a mano a mano in Italia da un lato ed in Ispagna dall'altro.

Possiamo ora riepilogare il nostro dire, credendo aver risoluto le tre quistioni che ci siamo proposti, ed indicato chiaramente come le vicende dell'arte militare nei due periodi del medio evo hanno corrisposto costantemente allo stato dello scibile e della societá, e come la decomposizione e la ricomposizione di questa sono chiaramente indicate dalla distruzione e dalla lenta ricomposizione di ogni militare ordinamento.

Qui terminiamo questo discorso che abbiamo limitato all'epoca dell'invenzione della polvere da sparo di cui nel seguente faremo parola, e sull'importanza della quale, sotto i vari aspetti in che noi consideriamo l'arte militare, ci giova di poter citare l'opinione dell'illustre sapiente di cui l'Europa deplora la recente perdita. Cosí si esprime il Cuvier nel suo discorso intorno all'influenza delle scienze sullo stato sociale: — «Allorché un buon monaco nell'oscura cella d'un chiostro d'Alemagna arse per la prima volta un misto di zolfo e di salnitro, qual uomo avrebbe potuto predire tutte le grandi cose che andavano a sorgere da quella sua esperienza? Chi gli avrebbe detto che per essa l'arte della guerra sarebbe cangiata, il coraggio sottratto alla superioritá della forza fisica, ristabilita la regia autoritá in Occidente, impedito che mai non potessero i paesi inciviliti esser di nuovo la preda di barbare nazioni e svolta una delle solenni cause della propagazione de' lumi, obbligando ad istruirsi quegli stessi popoli conquistatori che sino allora erano stati presso che da per tutto il flagello dell'istruzione? Eppure tal fu il destino d'uno de' piú semplici composti della chimica».

DISCORSO IV

Della scienza della guerra e delle sue correlazioni con le altre scienze e con lo stato sociale dalla scoverta della polvere fino al suo risorgimento sotto Nassau e Gustavo Adolfo.

Il periodo che ci siamo proposti di trattare in questo discorso comprende lo spazio di tempo trascorso fra 'l 1350 e 'l 1560, cioè tra la scoverta della polvere ed il rinascimento dell'arte militare in un modo piú compiuto. Il carattere di questo periodo differisce da quello dell'antichitá ove segnalammo la diversitá grande che interveniva tra le nazioni, e da quell'epoca distruggitrice dell'antica civiltá e del lento risorgimento della nuova che nel medio evo riconoscemmo. Qual è dunque il marchio caratteristico di un tale periodo? Questa è la prima quistione che ci mettiamo innanzi come una nozione preliminare e necessaria.

Il decimoquarto e decimoquinto secolo è l'epoca in cui tutti gli elementi della nuova civiltá erano in fermentazione ed in urto coi vecchi elementi che dominavano nel primo periodo del medio evo e che tendevano spesso ad amalgamarsi perché eguali di forza, e quindi nessuno poteva distruggere quello che gli era contrario. Per la qual cosa può asserirsi francamente che il carattere di questo periodo sia quello di un'epoca transitoria, ove un ordine di sentimenti, d'idee e d'istituzioni finisce ed un altro ne incomincia, com'era il passaggio dal medio evo all'epoca moderna.

Fedeli al nostro sistema noi divisiamo di dedurre il carattere che segnalammo in questo periodo dallo stato contemporaneo dell'arte militare. Per ciò conseguire ci proponghiamo i seguenti problemi:

1. Determinare qual era lo stato della scienza militare dalla scoverta della polvere al risorgimento dell'arte, considerata negli uomini, nelle armi e negli ordini.

2. Determinare la correlazione dello stato della scienza bellica con quello delle altre scienze tutte e collo stato sociale.