Nel corpo germanico tre tendenze scorgevansi: unitá contro i musulmani, laonde accettava per capo la casa d'Austria che meglio raggiugnea un tale scopo per le sue ereditarie possessioni; conservazione ai principi di Germania dei dritti di sovranitá; maggior regolaritá data alle leggi comuni dell'associazione. Ma la riforma religiosa gittava un dissolvente in questo aggregato di elementi diversi, per cui tendeva all'unitá da un lato e all'individualitá dall'altro; il che faceva presumere che sarebbe stato piuttosto teatro che protagonista di grandi avvenimenti.

L'Italia dopo la caduta di Firenze e di Siena non ha in Genova e Venezia che i pallidi simulacri o i dolorosi ricordi di una estinta nazionalitá. La sua storia non ha altro colore che l'agitazione tenebrosa degl'indigeni e le azioni e reazioni degli oltramontani che se ne disputano il possesso.

L'impero ottomano declinava sensibilmente dopo Solimano che l'avea messo tanto in alto. Del resto l'Europa lo temeva con ragione e solo mercé dei progressi della scienza militare, effetto di quelli della civiltá, ella dovea acquistare su di esso quella superioritá che il condannava ad una lunga ed ignobile esistenza prima di dare il grande spettacolo della sua distruzione.

Nel nord la Polonia cedeva e resistea a vicenda, e con egual sorpresa, all'assurditá delle sue leggi ed alla mancanza di progresso nel suo sistema sociale che si diffondea negl'individui e non nel popolo. La Russia ignota a se stessa preparava i materiali per un grand'uomo avvenire. La Svezia presentava una meteora brillante, ma mancava di base e di proporzione per sostenersi nell'alto posto che accidentalmente occupava.

Il Portogallo dopo un'epoca luminosa, dopo avere prodotto uno de' piú vasti avvenimenti, qual era la rivoluzione commerciale, frutto delle sue scoperte marittime, era esausto di forze, e però destinato a un tristo riposo e ad accrescere gli Stati di Filippo secondo per indi scuoterne il giogo.

Si può riassumere questo stato generale dicendo operarsi con piú rapiditá la distruzione de' bisogni, dei sentimenti, delle idee e delle forme che nel medio evo dominavano. Ed uno degli effetti piú significativi si era la distruzione dell'individualitá, cui venía sostituita la forza popolare che esclusivamente dirigeva il potere secondo i suoi fini e le forze morali e scientifiche che si elaboravano per pesare nell'ordine sociale e che costituirono la civiltá, facendo sí che l'ingegno umano appropriandosi le forze della natura le trasformasse in mezzi, da ostacoli quali erano nelle societá dalla barbarie dominate.

Or ricercheremo la soluzione del problema che forma l'oggetto di questo discorso nella soluzione delle cinque quistioni seguenti:

1. Quali erano gli uomini, le armi e gli ordini nel periodo decorso tra il 1555 al 1648?

2. Qual era lo stato, quali le pratiche di guerra nella tattica, nella strategia, negli assedi e nei sistemi amministrativi militari durante lo stesso periodo?

3. Qual era lo stato, quali i progressi delle scienze esatte, naturali, morali e delle arti che ne derivano nella stessa epoca?