Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle scienze e collo stato sociale dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz.

L'epoca di cui imprendiamo a trattare in questo discorso comprende lo spazio di tempo che va dal 1648 al 1718, cioè dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz. È questa l'epoca in cui l'èra moderna sviluppasi compiutamente e si veste di tutti i caratteri che le corrispondono; per il che essendo semplice tutto ciò ch'è compiuto, si potrá questa epoca riassumere e quasi comprendere sotto una sola denominazione, la quale sará: «secolo di Luigi decimo quarto». Questo nome esprime ad un tempo come la Francia primeggiasse in civiltá, come il principio monarchico prevalesse in quel regno, e come dovesse quel principio stesso prevalere in Europa per l'influenza che un popolo incivilito esercita sul resto delle nazioni imitanti o non escludenti l'imitazione nei progressi che fanno.

Quest'epoca, intatto serbando il suo carattere generale, ma considerata sotto l'aspetto di progresso e di decadimento, può suddividersi in due periodi distinti e contrassegnati da coteste circostanze: il primo va dal trattato di Westfalia sino alla pace di Nimega, ed il secondo da questa pace insino a quella di Passarowitz.

Prima di stabilire le quistioni che saranno risolute in questo discorso, crediamo utile di far precedere un rapido cenno dello stato dell'Europa, siccome nei precedenti discorsi facemmo.

La monarchia spagnuola risentiva omai gli effetti di tutte quelle cagioni di decadenza che nel precedente periodo indicammo, perdeva la superioritá nell'antico mondo senza sapere trar partito dal nuovo. In politica, in finanza, in armi, in lettere, la sua decadenza manifestavasi agli occhi di tutti, meno che a quelli degli spagnuoli medesimi i quali conservavano le pretensioni che vanno unite alla forza che piú non aveano.

Nella Francia il movimento era in un senso opposto essendovi allora piú forza che pretensione; intanto la fine della guerra della Fronda nel 1652 chiaramente dimostrava essere impossibile all'elemento aristocratico di rifare il passato ed al democratico di accelerare il futuro, e quindi avere in Francia il poter del re la superioritá sugli altri tutti, consistendo in esso l'unitá, la forza, la civiltá e la gloria dello Stato.

Nell'Inghilterra la dominazione di Cromwel aveva dimostrato quale importanza politica poteva avere questo Stato allorché fossero in esso soffogate od estirpate le discordie cittadine; ma queste discordie regnandovi, l'influenza politica ne rimase sospesa sotto Carlo secondo e sotto il suo successore.

L'Olanda dall'essere ammessa a far parte delle nazioni indipendenti europee passava ad esercitare una potente azione nel sistema generale di Europa, frutto della sua illuminata economia e del valore perseverante che avea contrassegnato la sua lunga lotta per emanciparsi dalla Spagna.

La casa d'Austria si sforzava di ricuperare parte della importanza toltale dal trattato di Westfalia, ma ne la impedivano nemici diversi in direzioni opposte: turchi, francesi, possessioni italiane mal ferme, turbolenze in Ungheria, diffidenza degli Stati protestanti. Non pertanto fra mezzo a questi ostacoli faceva mostra sovente di abilitá e sempre di perseveranza.

L'impero germanico cercava di riordinarsi nella sua nuova forma, ma ben vedeva mancargli ed unitá ed indipendenza, per l'intrusione di un nuovo elemento nel suo grembo che lo scindeva, cioè la riforma, e per una ben regolata intervenzione di due potenze straniere nel suolo germanico, cioè la Svezia e la Francia, le quali avean garentito il trattato di Munster.