La formazione delle nazioni ed il movimento intellettuale che si svolgeva in questa epoca furono causa delle opposizioni religiose, delle rivoluzioni nazionali de' Paesi bassi e del Portogallo[10] e della guerra dei trent'anni, nella quale i principi di Germania cercavano di sottrarsi alla sorte comune subíta dai gran feudatari nelle altre monarchie europee.
L'equilibrio politico risultò dal principio di nazionalitá, il quale fa che una nazione ripugni ad essere per cosí dire assorbita da un'altra nazione; onde la previdenza che presedeva agli ingrandimenti, alle associazioni o alleanze con altre nazioni. E questo sistema si trova riassunto e ordinato nel trattato di Westfalia. A una tal circostanza e a tali bisogni si dee attribuire la classe degli uomini di Stato, ch'era ignota all'antichitá perché la division del lavoro non vi era introdotta. I grandi uomini reggevano la pace e la guerra e diventavano a vicenda pontefici, consoli o edili: cose ignote nel medio evo dove l'autoritá era concentrata nei capi di famiglia per grado e non per qualitá, ma che dovevano uscire in luce nell'epoca moderna, nella quale gli interessi complicati e le carriere divise doveano produrre tutta la scuola militare di Gustavo e quella di uomini di Stato quali Oxenstiern e quella di Turenna e quella del cardinale di Richelieu.
Possiamo riassumerci con dire che il periodo che descriviamo avea il marchio che indicammo caratterizzare le societá moderne, ove le simiglianze sono piú che le differenze. Infatti sotto l'influenza comune del cristianesimo, del regime feudale, della legislazione romana, della letteratura classica e del suo sviluppo, la societá nelle sue dissensioni medesime citava gli stessi libri, interpretava le stesse dottrine e governava la pace e la guerra servendosi degli stessi metodi e impiegando le stesse armi.
I risultamenti politici di questo periodo possono ridursi a' seguenti: decadenza della monarchia spagnuola; movimento ascendente della francese; importanza momentanea della Svezia; indebolimento del corpo germanico, perché diviso d'interessi e di princípi e perché i suoi trattati eran garantiti da potenze straniere; gli svizzeri, gli olandesi, i principi di Germania riconosciuti ed assicurati nella loro indipendenza politica, come pure riconosciuta l'esistenza e indipendenza politica dei protestanti non come dottrina, ma come fatto consumato; la Polonia e la Turchia decadute; la Russia preparantesi a profittarne; l'Italia rimasta sotto il dominio dei forestieri, perché diceasi che i forti doveano proteggere i deboli; ed infine l'Inghilterra non figurante perché occupata da discordie intestine.
Il nuovo mondo dominato dall'antico era nel suo periodo di distruzione, per poi passare a quello di rinnovazione con nuovi elementi che dovevano influire sui destini europei, prima negativamente e poi attivamente.
Da questo quadro può dedursi lo stato della scienza militare? Si è questa l'ultima quistione alla quale dobbiamo rispondere e sta in essa la soluzione del problema che ci proponemmo.
Nel nostro precedente discorso mostrammo che gli elementi feudale, comunale e monarchico erano rappresentati negli eserciti di quel periodo e nelle nazioni diverse, secondo quelle proporzioni che tali elementi diversi conservavano nell'ordine sociale di quegli Stati. Ora vediamo in questo periodo l'elemento feudale ch'era la cavalleria quasi scomparire; giacché sebbene fosse ancora in forte proporzione, pur nondimeno la sua composizione non era piú fondata sul servizio feudale, ma era una truppa permanente composta di uomini presi dalla plebe e comandata da signori o gentiluomini che vogliam dire, soggetti però alla gerarchia dei gradi in ragione della loro capacitá e de' loro servigi e non del loro grado sociale; il che distruggea fin da radice il sistema dei contingenti feudali. Dall'altro canto non vediam piú né meno milizie comunali: non giá che le comuni non somministrassero gli uomini, ma le truppe leggiere e gli altri corpi ch'erano ordinariamente presi nei contingenti comunali venivan composti di avventurieri, e mercenari condottieri li comandavano. La fanteria era ordinata in corpi nazionali, e se vi erano corpi stranieri, questi venivano riguardati siccome ausilio e non come nerbo: eran soggetti alle regole comuni e non seguitavano i loro usi, come prima si tollerava. L'artiglieria e gl'ingegneri formavano corpi particolari e si richiedevano condizioni scientifiche in chi dovea farne parte. Inoltre abbisognavano il materiale degli arsenali e un sistema amministrativo, il quale era imperfetto e reso presso che inutile, perché gli Stati facevano delle guerre lunghe e non aveano come soddisfarne le spese con imposte ed imprestiti, giacché le prime erano in isproporzione coi mezzi ed i secondi erano ignoti. Gli eserciti vivevano col sistema di requisizione, che pesava piú o meno sul paese, ma che vení regolarizzato alquanto dall'amministrazione militare. In effetto Vallstein e Gustavo Adolfo vivevano egualmente a spese dei paesi ne' quali operavano; ma Vallstein era considerato come un flagello e Gustavo come un protettore, perché l'uno dilapidava e l'altro regolarizzava ciò che esigevano in tributi[11]. I molti paesi che si percorrevano, gli accidenti topografici, tutto infine avea creato il bisogno di maggiore intelligenza e maggior gerarchia nei gradi e nelle funzioni fondate sull'utilitá di essi, e piú divise erano le attribuzioni.
Ora se la descrizione di un esercito cosí costituito nei diversi Stati si presentasse senz'altra notizia di quei tempi ad un uomo che ignorasse la loro storia e le lor condizioni sociali, se quest'uomo fosse meditativo ed usasse per istinto o per scienza il metodo comparativo sí bene applicato dall'illustre Cuvier all'anatomia, potrebbe qui applicandolo dire: — Ov'è un esercito vi è un potere centrale forte che predomina sugli elementi aristocratici e democratici. Dove la guerra ha questi metodi e questi bisogni deve esistere una amministrazione ordinata, le scienze esatte devono essere avanzate, e cosí le arti, delle quali favoriscono l'applicazione pel materiale di cui abbisognano le scienze fisiche e naturali che non sono in egual progresso. Ove infine sono interessi complicati a dibattere tra i particolari, come tra le varie nazioni miste d'interessi materiali, politici e religiosi, le scienze morali debbono essere coltivate per l'interna legislazione e debbono essere in progresso, perché le guerre si terminano con le paci, e piú le prime son complicate piú lo son le seconde. Da ultimo la scienza militare ha il carattere universale che le scienze rivestono; ciò che fa desumere che dottrine e discipline comuni reggano lo stato sociale delle varie nazioni.
Qui porrem fine al nostro discorso, e crediamo aver risoluto il problema di determinare dallo stato della scienza della guerra quello dello scibile e della societá. È provato che il periodo che veniam da percorrere corrisponde al terzo che segnalammo nell'introduzione di questo discorso, e che svolgendo queste comuni e costanti relazioni fra gli elementi che costituiscono l'umanitá, la sua storia si rende compiuta mercé il nuovo punto di vista sotto il quale vien considerata.