Noi crediamo aver risposto alle quistioni che ci siam fatte avendo indicato lo stato dell'Europa, quello degli elementi e delle parti dell'arte della guerra, dedotto dall'analisi delle cose, dalle azioni de' gran capitani e dalle scritture degli autori militari dell'epoca presa ad esaminare; avendo discorso lo stato dello scibile non meno che lo stato sociale in Europa co' suoi caratteri e gli effetti politici delle guerre; ed infine avendo dimostrato come dallo stato dell'arte militare si deduca il carattere di quest'epoca. Ché se alcuno vorrá incolparne di esserci dilungati di troppo, allettati da quella voluttá intellettuale che deriva dal ritrovamento di nuovi rapporti in una scienza ch'è la compagna della nostra vita, risponderemo col traduttore di Vico: — «La sola guerra ha discoperto il mondo negli antichi tempi; ma perché una strada presa sia durevole, è d'uopo ch'essa adempia a bisogni meno passeggieri di quelli della guerra. Alessandro facendo aperte la Persia e l'India al commercio della Grecia, ha fondato piú cittá che non ne ha distrutte. I greci ed i fenici hanno scoperta la costa del Mediterraneo, che dipoi inclusa da' romani come un cammino militare di piú nel loro impero, è divenuta la gran via della cristiana civilizzazione. Cosí le strade mostrate dai guerrieri, seguíte dai mercatanti, agevolano man mano la comunicazione delle idee, favoriscono la simpatia de' popoli e gli aiutano a riconoscere la scambievole fratellanza del genere umano»[23].
DISCORSO VII
Dello stato della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e le arti e con lo stato sociale dal trattato di Passarowitz del 1718 alla rivoluzione francese del 1789.
Il principio conservatore delle societá risiede nel loro movimento progressivo. L'esame della nostra esistenza individuale e l'esame di quello delle societá in generale dimostrano compiutamente l'asserto. In effetto come si conserva la vita dell'individuo? Mercé di una serie di trasformazioni costanti, lente, insensibili, che segnano i periodi tutti che percorriamo dalla infanzia all'etá decrepita fino alla nostra distruzione, la quale teologicamente e filosoficamente può considerarsi come una piú alta e compiuta trasformazione. Le societá politiche sono soggette alle stesse leggi che gl'individui, e lo studio della storia fatto da un alto punto di vista n'è la pruova costante. Ecco perché la lettura di Bossuet, di Vico, di Herder e di Muller innalza la mente ed insieme è di conforto, perché fa rientrare nel corso degli avvenimenti ordinari benché strepitosi ciò che l'ignoranza presentava come scandali storici e morali. No, non vi sono scandali nell'ordine generale; la provvidenza regge il mondo con giuste leggi, ed una di queste si è che per progredire bisogna trasformarsi, senza di che vi è per cosí dire ristagno e languore. Ma al nostro ragionamento è necessario premettere un rapido quadro dell'Europa qual era nell'epoca di cui siamo per trattare, mentre riveste il carattere che sopra enunciammo.
La monarchia spagnuola riprese sotto i Borboni, e particolarmente sotto Carlo terzo, se non un'alta importanza almeno della dignitá nelle sue relazioni; e i miglioramenti amministrativi che si preparavano dal sovrano, secondato da uomini distinti, tendevano a dar valore al suolo spagnuolo ed a quello delle colonie e a sviluppar l'attitudine di quel popolo sí riccamente dotato dalla natura.
La monarchia francese dopo la fine del gran secolo presentò un'anomalia che non manca mai di precorrere ad alti e spesso terribili avvenimenti. Vogliam dire che l'intelligenza era in progresso mentre la moralitá andava scemando; la ragion pubblica riceve a maggiore sviluppo del potere e le classi medie e le infime erano piú morali, econome ed industriose delle alte. Questa disposizione unita all'incertezza dei limiti fra i poteri rendeva malferma l'amministrazione interna e molle la politica esterna, segnatamente dopo il trattato di Aquisgrana.
L'Inghilterra al contrario consolidava il suo sistema; la casa di Annover aveva ripreso lena piú forte dopo l'ultimo sforzo degli Stuardi. Uomini di Stato come Chatam dirigevano la sua politica sovente egoistica ma però altamente nazionale; le sue armi brillavano nelle guerre continentali; il suo commercio, la sua industria e le sue colonie in molte parti del mondo le davano gran peso negl'interessi europei; aveva su tutte le potenze tre vantaggi decisivi: il suo credito, la sua inaccessibilitá e lo spirito pubblico il quale nascea dalle leggi che la reggevano. Non avendo nulla ad acquistare sul continente, era potenza rivale di chiunque volea dominare, e sotto questo rapporto la sua azione era utile mentre parea generosa.
L'impero germanico rappresentava il medio evo nelle sue forme, ma nel fondo subiva tutte le modificazioni che il tempo e gli avvenimenti avevan prodotto: quelle sue forme erano d'ostacolo agli affari ed il suo spirito una menzogna che ogni fatto rendeva piú chiara; e dopo la scissione profonda che la riforma aveva lasciato in quel corpo, l'elevazione della monarchia prussiana venne a provare con terribili guerre la vanitá delle leggi da Ratisbona emanate. La monarchia sopraccennata era il prodigioso risultamento di una serie di uomini che chiamati a reggerla, aveano sortito quasiché tutti quelle qualitá ch'erano piú in armonia coi bisogni dell'epoca in cui regnarono. Stato divenuto importante a forza d'industria, d'intelligenza, di coraggio e di scienza militare e che può essere considerato fra le monarchie per quello che le cittá anseatiche, Venezia e Genova erano nel medio evo, cioè potenze piú forti e influenti di quello che la loro estension materiale avrebbe dovuto permettere e supplenti con le forze morali e intellettuali a ciò che loro mancava nel valor della massa.
La casa d'Austria considerata sotto l'aspetto di capo dell'impero, benché assicurata la dignitá imperiale nella sua famiglia, dopo la guerra di successione vedeva la vanitá di una tal dignitá nel dover cedere una bella provincia ad uno de' suoi vassalli. Come potenza ereditaria perdeva terreno ed opinione dalle rive del Garigliano a quelle della Sava; ma in séguito, nella crisi che subí alla morte di Carlo sesto, il nobile carattere di Maria Teresa ed il cavalleresco patriottismo degli ungheri ristabilirono se non nelle possessioni almeno nell'opinione questa importante monarchia, e la casa di Lorena ebbe principi distinti, e la monarchia austriaca nel periodo del quale trattiamo, malgrado molte sventure si trovò alla fine del secolo abbastanza forte per sostenere la terribile lotta che l'ha segnalata; il che dimostra che aveva fatto progressi nelle arti della pace del pari che in quelle della guerra.
L'Olanda ricca di capitali perdeva la sua importanza per la rivalitá inglese nel commercio e nelle colonie e per l'elevazione delle potenze continentali, segnatamente della Prussia.