Nella cavalleria il progresso fu vasto e compiuto dopo Molwitz, ove ella si mostrò sí inferiore da doverla mischiare con alcuni battaglioni; il che fu l'ultimo esempio del mescolamento delle due armi. Niuno ignora che il gran Seidlitz, morto in etá verde, aveva il doppio merito che non si è piú rinnovato in alcuno allo stesso grado, di essere un grande ispettore e un gran condottiere di cavalleria, siccome quello ch'era fornito di molto talento per organizzare l'arma e favorito veniva da felici ispirazioni sul campo di battaglia. La cavalleria prussiana adottando tutti i perfezionamenti tattici dell'infanteria con le sole modificazioni che la sua composta natura esigeva, divenne mobile oltremodo, manovrò al galoppo e contribuí nelle battaglie ad affrettarne l'esito operando in gran masse.
Tal è il breve sunto che possiam dare dello stato della tattica prussiana, la cui superioritá non era contrastata. Venne imitata ed anche talvolta puerilmente. Salder per l'infanteria e Seidlitz per la cavalleria sono i veri creatori della tattica moderna, e tutti i militari regolamenti sono ancora modellati nei loro princípi dirigenti su quello ch'essi prescrissero. La pruova della nostra asserzione si trova nel carattere delle battaglie dell'epoca. In effetto a Fontenoy, a Rocoux, a Lawfelt non vi è esempio di gran movimenti tattici, e la famosa colonna inglese di Fontenoy dimostra piú il freddo valore delle truppe che la perfezione delle combinazioni tattiche, mentre nessuno seppe tirar partito da quella combinazione fortuita, e dall'esercito francese fu opposta l'artiglieria a quelle masse, ma nessun movimento di truppe. Le battaglie di Parma, di Piacenza, di Camposanto sul Panaro hanno lo stesso carattere, cioè importanza di posizioni e pochi movimenti tattici. Non dee dirsi il medesimo delle battaglie di Praga, di Rosbac, di Zorndorf e neppure di quelle di Leuthen e Tourgau, in cui ebbero luogo bei movimenti e fecersi delle brillanti cariche. Alcune battaglie furono perdute dai prussiani a causa dell'arte adoperata dagli austriaci nel disporre la difensiva delle loro posizioni. Federico nelle sue lettere al general Fouquet espone con esattezza ed encomia moltissimo il sistema di difesa dagli austriaci adottato in quanto alle posizioni e l'artistica esposizione delle due linee delle riserve delle diverse armi combinata colla natura del terreno[26]. I russi combattendo con rara intrepiditá in vasti quadrati, come per esempio contro i turchi, supplivano ad un ordine sí falso contro truppe europee con la tenacitá, la quale unita al numero diede loro la vittoria a Jagerndorf Kay e a Kunersdorf, come gli austriaci l'avevano ottenuta a Kolin. Gli eserciti francesi furono inferiori alla loro meritata riputazione, e le sconfitte di Creivelt e Minden non sono bilanciate dai meschini successi di Bergen e Willinghausen che la vanitá nazionale esagerò e che avrebbe sdegnati in epoche piú gloriose.
La strategia che abbiam veduta dapprima istintiva, poi sottomessa ad un certo calcolo e divenuta intuitiva, acquistò in questo periodo il carattere dimostrativo; e ciò proveremo non solo mercé della indicazione rapida delle operazioni strategiche, ma coll'autoritá degli scrittori militari dell'epoca. Per ora ci restringeremo a mettere in vista che vi erano piani di campagna stabiliti sulle conoscenze anteriori, topografiche e descrittive; che in questi piani giungevasi a calcolare tutta la serie di operazioni che dovea nascere nel doppio caso del rovescio o del buon successo delle operazioni premeditate; e però a torto voleasi trattare come scienza esatta quella che avendo moltissimi dati ignoti, non può essere se non una scienza per cosí dire approssimativa. Ma questa esagerazione del valor della scienza ne dimostra appunto la sua esistenza e il suo primo periodo[27].
Nelle campagne del Maillebois in Italia nel 1745 e nel 1746 si scorgono vedute strategiche, si vedono considerati i grandi accidenti del terreno, e non solo considerati localmente come ostacoli o mezzi, ma nel loro insieme e nelle loro reciproche relazioni. Sono in tal guisa considerati il Po, le Alpi e gli Appennini, le pianure del Piemonte e della Lombardia, i controforti ed i corsi secondari di acque. Nella guerra di successione vediam trascurati i principi strategici. La punta dei francesi a Praga nel 1742 ne fa fede. Ma nella guerra de' sette anni vediamo costituita la guerra, ne vediamo strategicamente fissate le basi, le linee d'operazione, e tenersi con iscrupolo alla loro conservazione; gli austriaci basarsi in Boemia e in Moravia, i russi in Polonia e i francesi sul Reno e sul Meno; Federico stabilire la sua difensiva tra l'Elba e l'Oder, servirsi di queste linee naturali e delle piazze situate fra esse per contenere i nemici, i quali abbandonava momentaneamente per condursi in massa contro degli altri e per indi ritornar vittorioso sopra i primi. Questa mobilitá, questo uso costante della linea interna contro le esterne, questo operare in massa contro chi operava per distaccamenti, spiegano quei risultamenti, costituiscono i progressi della scienza e giustificano l'ammirazione del grand'uomo che le fece fare di sí gran passi[28]. L'invasione della Boemia, la ritirata che seguí la marcia a Rosbac, la contromarcia in Islesia nel 1757, la ritirata da Olmutz nel 1758, i movimenti sull'Oder, quelli che succedettero alla battaglia perduta di Hokirken, i movimenti per combattere i russi nel 1759, quelli per liberare la Sassonia, la marcia in Islesia, il campo di Bunsolvitz nel 1760 per paralizzare i due eserciti, i movimenti di Lignitz che precedettero la battaglia di questo nome, tutto provava che il gran Federico era fedele al sistema delle masse ed ai movimenti, e che quando se ne allontanò operando per distaccamento, come a Maxen e Landshut, ne fu severamente punito. Se la strategia diè spiegazione dei risultamenti ottenuti nella lotta ineguale della guerra de' sette anni, applicata piú in grande giustificherá piú vasti risultamenti. Nell'enumerare la proprietá della strategia considerata siccome scienza abbiamo indicata l'importanza che le fortificazioni acquistavano nel sistema generale della guerra. La superficie del suolo essendo geograficamente divisa in una serie di parti che costituivano i diversi teatri di guerra, e per operare offensivamente o difensivamente su di essi essendovi necessitá di una base, cioè di un numero di punti fortificati ove riporsi tutto il materiale di guerra e tutti gli approvvisionamenti per la sussistenza dell'esercito che operava, avvenne che la fortificazione acquistasse uno sviluppo maggiore e non si limitasse alla difesa parziale di ogni recinto fortificato, ma entrasse nelle vaste combinazioni di tutte le militari operazioni del pari che di tutti i grandi accidenti di terreno, ai quali dovea supplire quando mancavano e accrescerne il valore quando esistevano. Per il che si sentiva sempre piú il bisogno d'impadronirsi delle grandi comunicazioni, dei gran passaggi dei monti o dei fiumi; e tutto ciò dovea avere per ultima conseguenza il non costruire le piazze di guerra che nei punti strategici[29], riconosciuti per tali dal calcolo scientifico e dall'esperienza delle guerre giá combattute su quel teatro.
Considerate le fortificazioni sotto questo punto di vista generale, ci resta a determinare lo stato della scienza nelle sue relazioni colla guerra di assedio e determinare se in questo periodo progredisse l'attacco o la difesa. Tutti gli sforzi degl'ingegneri tendeano al medesimo fine: a ristabilire l'equilibrio fra l'attacco e la difesa; equilibrio che i metodi posti in opera dal Vauban avevano rotto a favor dell'attacco. Tutto ciò che si escogitò pel fine sopra indicato dai sapienti nell'arte può ridursi a tre principali mezzi:
1. Il defilamento o sottraimento, cioè il mezzo di dare alle opere della piazza un dominio sulle alture che la circondavano a tiro di cannone, in modo da non esserne dominate, da nascondersi anche alla vista, da sottrarsi alle infilate di attacco, dando fino al profilo, fino al fiancheggiamento, fino al comando delle opere le condizioni necessarie per dominare il terreno circostante e per avvicinarsi il piú possibile al desiderato punto di vedere senza esser visto. Fu però riputato ottimo risultamento di un buon disegno quello di sottrarre le fortificazioni e le loro disposizioni a chi voleva attaccarle e per indispensabile preliminare ne faceva la riconoscenza.
2. La moltiplicazione delle opere esteriori per aumentare i fiancheggiamenti nella difesa, occupando anche le alture ch'erano superiori al defilamento.
3. Lo stabilire di lunga mano nelle piazze un sistema di contromine per isventare tutto ciò che il nemico potea operare contro la piazza co' mezzi della guerra sotterranea e per regolarizzare il sistema delle innondazioni e tutta l'azione delle acque ove la natura vi si prestava.
Questa serie di lavori nei quali il corpo del genio francese fu quello che piú ebbe parte, avendo conservata ed aumentata la riputazione che aveva di essere il primo in Europa, dovrebbe far credere che si fosse riuscito in parte almeno a favorir la difesa e a bilanciare i progressi dell'attacco. Ma la storia militare del secolo decimottavo depone il contrario, meno la difesa di Bergop-zoom nel 1747 assediata dai francesi, la quale fu molto brillante ma non provò nulla quanto ai progressi della difensiva. Tutta la guerra di assedio nella guerra de' sette anni per le piazze di Slesia non serví che a provare i vantaggi dell'attacco. La difesa di Schweidnitz nel 1760, ove il celebre Gribauval dirigeva l'artiglieria degli assediati, fu degna di nota; ma bisogna pur dire che l'esercito prussiano mancava compiutamente di un buon corpo del genio, mentre il sistema era tutto nella guerra di campagna e di movimenti. La difesa di Danzica nel 1733 contro il Munick e quella delle piazze di Turchia non possono nulla provare quanto ai progressi della difensiva, mentre eravi ostinazione per parte dei difensori e quel che piú vale, oltre la guernigione combattevano gli abitanti, e gli assediatori eran ben lungi dall'essere al livello dei progressi fatti dalla fortificazione, perocché il loro stato sociale non era innoltrato al punto di coltivar con vantaggio le scienze tutte che le sono come di base. Nella guerra dell'indipendenza americana non si scorge difesa alcuna ordinata con metodo, e l'ostinazione ben piú che l'arte operò in quella guerra. Da questo breve sunto possiamo conchiudere che nel periodo del quale trattiamo, la difesa guadagnò sull'attacco che Vauban si era studiato di rendere superiore.
La fortificazione di campagna ebbe altra sorte. I suoi progressi furono visibili e diedero positivi risultamenti. Il sistema tanto preconizzato dal maresciallo di Sassonia dei ridotti distaccati fece sí che le linee continue cadessero in disuso, siccome quelle da cui veniva paralizzata l'azione delle truppe e tolta ogni facilitá pei ritorni offensivi, nei quali si riponeva l'ultimo risultamento di una buona e felice difesa; il che chiaramente mostrava che la guerra di movimenti era per riprendere la sua superioritá su quella di posizioni che avea dominato dalla morte di Turenna fino all'apparimento del gran Federico. Noi abbiam citato Bunsolvitz tra il 1760 e il 1761. In esso si riassumono tutti i progressi fatti dalla fortificazione di campagna, e bisogna rilegger sovente la descrizione che il re di Prussia ne fa nella Storia della guerra dei sette anni da lui dettata, perché prescindendo da tutti i preziosi particolari di arte dei quali abbonda, si scorge come il vero genio fosse pieghevole, perocché essendo il migliore fra i tattici, abilissimo nell'ordinare e condurre battaglie, giusto apprezzator dei vantaggi de' mezzi di fortificazione, a fine di non opporsi a forze superiori con truppe nuove e non agguerrite, si mostrò grande nell'inazione come lo era stato nell'azione, riunendo nella sua vita militare le buone parti di Annibale e di Fabio.