6. I campi d'istruzione destinati a simulacri di battaglie servirono a riunire tutte le armi, che a vicenda istruivansi e comprendevano i loro mutui rapporti e quelli che avevano col tutto insieme; i quali non erano come quelli del secolo scorso in Francia, di pura rassegna di truppa.
7. Il sistema dei cosí detti «semestrieri» facea sí che si pagassero pochi soldati in pace e che molti se ne avessero in guerra. Le guernigioni fisse legavansi al sistema suddetto.
8. La formazione dello stato maggiore riusciva utilissima. Esso concentrava il servizio, somministrava istrumenti abili ai capitani, gli sgravava dei minuti particolari, iniziava un maggior numero d'uffiziali di tutti i gradi alle grandi operazioni della guerra ed era in certa guisa seminario di generali.
Indicati questi risultamenti, ne cercheremo la pruova nelle opere militari e nelle pratiche dei gran capitani dell'epoca[30]. A questo modo risponderem pure alla nostra terza quistione.
La letteratura militare del periodo del quale parliamo è ricca d'autori che trattarono della guerra o parzialmente o in generale, e una tale ricchezza è indice del progresso delle scienze, come piú in lá andrem dimostrando. Il numero dei gran capitani fu forse inferiore a quello dei nostri ultimi tempi; nobile schiera alla cui testa fu l'uomo di genio che può riputarsi il protagonista dell'epoca ed il suo fedele rappresentante sotto tutti gli aspetti. Noi cercheremo di determinare tanto mercé del carattere che forma l'impronta delle militari produzioni, quanto mercé delle pratiche de' capitani di grido, il vero carattere della scienza militare nel secolo decimottavo. Ci restringeremo per altro a quegli autori ed a quei capitani dei quali sará necessario parlare a fine di giungere alla soluzione del nostro problema.
Nel primo periodo del secolo, cioè innanzi la guerra dei sette anni, i principali autori sono questi: lo spagnuolo Santa Crux, il maresciallo di Sassonia ed il napoletano Palmieri.
Il primo nella sua voluminosa opera descrive tutte le operazioni militari con una prolissitá che gli è stata rimproverata. D'altra parte non gli è stata negata molta giustezza d'idee e il suo libro era considerato come l'opera piú compiuta per la istruzione di un militare. Nella tattica non andò molto innanzi, e ciò provenne dall'epoca, non essendovi ancora il sistema prussiano.
Il maresciallo di Sassonia non ha composto un trattato compiuto, ma ha esposto bensí le sue proprie impressioni. Il libro è ineguale. Tutto quello ch'è sistematico non sostiene il confronto né colla ragione né coll'esperienza; e cosí tutto quel ch'ei propone in fatto di organizzazione, di ornamento e di ordini per l'infanteria e la cavalleria non è stato accettato. Ma bisogna notare che aveva scoperto la debolezza dell'infanteria per gli attacchi nell'ordine sottile, come l'utilitá della lancia per la cavalleria. Infine sentí la mancanza di un sistema di tattica, ma nol seppe trovare. Nelle opinioni emesse sulle grandi operazioni militari se non si mostra strategico si mostra almeno sagace, e prevede per cosí dire la gran mutazione ch'era per operarsi. Nel famoso passo ove dice che il segreto della guerra è nelle gambe, prevede ed annunzia che il sistema de' movimenti andava a riprendere il suo impero nella guerra su quello delle posizioni che aveva prevaluto dall'epoca della morte di Turenna fino alle ultime sue campagne.
Se citiamo il Palmieri, ciò non è per orgoglio o prevenzion nazionale, ma perché è il primo che abbia dato colore di scienza ad un trattato della guerra. Cominciando dagli elementi ha svolto le operazioni tutte in ordine geometrico ed ha operato la soluzione di molti problemi: sotto questo rapporto può dirsi aver fissato in principio la guerra essere scienza, essendovi elementi diversi che concorrere debbono ad un solo scopo, e però le abbisognano leggi che determinino l'azione di quegli elementi per ottener questo scopo.
La ricerca di tali leggi doveva consistere nel determinare le proprietá degli elementi e ciò che dovea farsi per conseguir lo scopo; il che appunto costituisce la scienza. In effetto noi siamo talmente convinti del merito e dell'importanza di questo metodo che malgrado i gravi e luminosi cambiamenti che la scienza ha subíti, le basi poste dal Palmieri, l'enumerazione degli elementi come delle loro proprietá sono rimaste salde e noi non abbiamo esitato a farle fondamento di questo lavoro.