La casa d'Austria si trovava legata alla Russia in virtú del sistema che i politici dell'epoca chiamavano «orientale» e che tendeva allo scompartimento delle possessioni ottomane in Europa, e lo era alla Francia in occidente contro la Prussia e l'Inghilterra. Innovazioni rapidamente operate non corrisposero nei loro risultamenti alle buone intenzioni dell'imperatore Giuseppe, che uno ingegno cospicuo caratterizzò come «facente male il bene». In effetto gravi turbolenze nascevano in Ungheria; rivolta compiuta nel Belgio; e le sue operazioni amministrative non furono facilmente applicate e non trovarono riconoscenza se non che negli Stati italiani. Giuseppe secondo morí scontento e sorpreso di tali risultamenti, come tutti quelli che non sanno determinare i limiti che separano il bello dal possibile. Il suo successore, il savio Leopoldo, riparò con prudenza e con pacatezza ai mali che la precipitazione dell'antecessore avea cagionati, trattò coi turchi, fece rientrare il Belgio sotto il dominio della casa d'Austria, acquetò gli spiriti in Ungheria e vide con calma la politica che dovea tenersi con la Francia agitata dalle civili discordie.

Se l'impero germanico avea perduta l'unitá dell'epoca della riforma, l'elevazione della monarchia prussiana consumò la sua scissione, per modo che restò ricco di forme e povero di vita e facea presagire a chiunque era dotato di qualche acume, che non avrebbe resistito ad una forte commozione che tutto annunziava siccome prossima.

La Polonia col perfezionare le sue istituzioni faceva di riparare in parte alla perdita di una gran porzione delle sue provincie; ma vi sono delle epoche nelle vicende delle nazioni come in quelle degl'individui, nelle quali nulla riesce ed in cui i rimedi stessi si trasformano in mali.

La Russia sotto il dominio di una sovrana illustre ingrandiva il suo territorio in oriente del pari che in occidente colle spoglie de' turchi e de' polacchi. Tutto a quella autocratrice riusciva a bene, perché quantunque straniera erasi compiutamente nazionalizzata ed era la piú energica ed illuminata espressione delle tendenze del popolo che reggeva. La sua politica interna ebbe piú splendore che merito reale; ma le sue utili conquiste, aprendo uno sbocco all'industria agricola delle provincie meridionali dell'impero, ne promoveano l'incivilimento per mezzo della crescente prosperitá. Da questo insieme era facile dedurre l'importanza militare e politica che ben presto avrebbe questo impero esercitato in Europa.

L'impero ottomano si ammolliva senza incivilirsi, non sapea né combattere né produrre, ignorando ad un tempo le arti della guerra e quelle della pace; esso esisteva per l'altrui gelosia non per propria virtú, e la perdita della Crimea e de' tartari gli toglieva ogni possibilitá di lottar colla Russia. Chiaro appariva che la sua storia futura avrebbe offerto guerre infelici, paci ruinose ed interne discordie, le quali avvilirlo dovevano come popolo prima di farlo cessare di esistere come Stato.

La Scandinavia offeriva all'osservatore nella Danimarca un'amministrazione paterna e modesta senza essere priva di lumi; nella Svezia, un sovrano distinto che tolse a operare una rivoluzione politica, condotta pressoché in guisa di una cospirazione, e la quale sebbene tendesse a restringere i poteri dei corpi deliberanti fu popolare, siccome quella che ristabiliva l'equilibrio necessario per fare il ben dello Stato: il sovrano perí vittima dei risentimenti di una classe e del delitto di un individuo, ma restò venerato e fu pianto.

L'Italia godea della pace da piú di quarant'anni, pace di cui la prosperitá fu conseguenza. I suoi governi in generale tendevano al progresso, fuorché le repubbliche. Gli avanzi del medio evo erano combattuti da' governi monarchici della penisola, siccome quelli che ponevano ostacolo ai miglioramenti amministrativi e all'unitá del potere sovrano. La vita attiva d'altronde era quasiché spenta negli individui: nessuno sforzo si esigeva da essi né dalle masse per cooperare ad un ordine di cose che procedeva naturalmente e che in virtú di felici circostanze favoriva il benessere ed il riposo. Ben trista era una siffatta disposizione per affrontare quella serie di solenni e gravi avvenimenti che doveano sconvolgere la penisola dalle Alpi al Faro.

La riconosciuta indipendenza degli Stati uniti d'America era il preludio della decadenza del sistema coloniale, e appariva chiaramente che il monopolio delle metropoli sulle loro colonie, considerato come la sorgente della ricchezza dello Stato, doveva accelerare la separazione degli Stati americani, i quali avrebbero oramai influito lentamente sul sistema generale come Stati e non piú come possessioni europee, secondo che era accaduto fino all'epoca di cui teniamo discorso.

Il carattere generale dell'epoca è lo stesso di quello che dicemmo aver contraddistinto l'epoca esaminata nel precedente discorso, essendosi le grandi trasformazioni operate nel corso del periodo. Cercherem poi da ultimo di riassumere le condizioni della societá dopo i grandi avvenimenti cui fu soggetta, ed i cangiamenti che si operarono in essa sotto tutti gli aspetti.

Ora secondo il metodo per noi adottato in questo lavoro proporremo alcune quistioni e faremo di scioglierle.