1. Quali fossero gli uomini, le armi e gli ordini nei periodi dal 1789 al 1800 e dal 1800 al 1815.

2. Quale lo stato della tattica, della strategia, della fortificazione, della guerra di assedio, dell'amministrazione militare e di tutte le istituzioni correlative nei due periodi sopra indicati.

3. Quali mutamenti o modificazioni subisse la scienza militare verso la fine del periodo del quale trattiamo, e come se ne rilevi lo stato dagli scrittori militari, dalle pratiche dei gran capitani e dalle istituzioni che ne son risultate. Da ultimo in che modo possano considerarsi queste modificazioni delle belliche scienze, come accadano e come esprimano le vicende sociali e intellettuali dell'epoca.

4. Qual fosse lo stato delle scienze esatte, naturali e morali nell'indicato periodo.

5. Quale il carattere dello stato sociale verso la fine del periodo e ciò che ha lasciato traccia dello stato intermedio per cui è passato.

6. Quali i risultamenti politici di questa lunga lotta dopo il congresso di Vienna ed in che le transazioni intermedie sieno state conservate o sieno interamente scomparse.

La composizione della forza pubblica nel suo primo elemento, cioè gli uomini, non subí nessuna modificazione nei vari Stati europei fino all'epoca della guerra della rivoluzione, la quale fece entrar nell'esercito di Francia i battaglioni delle sue numerose guardie nazionali — create per mantenere l'ordine interno — onde supplire alle perdite ed opporre forze bastanti al numero de' nemici. A questo si aggiunse una requisizion generale, che non richiedeva altra condizione che quella dell'etá per farne parte o per esserne escluso. Sí fatto mezzo straordinario e violento non potea divenire metodo permanente se non che regolarizzato siccome legge e perdendo colla sua forma anche il nome. Cosí nel 1799 fu decretata la coscrizione, che dichiarava il servizio militare come dovere di tutti, successivo e temporaneo, e che armonizzava con l'unitá della legislazione civile, criminale e finanziera ch'era stata sostituita alla divisione in classi, in ordini ed in privilegi particolari; e cosí la tendenza alla fusione delle classi tutte della societá nel senso delle loro obbligazioni, la quale formava il carattere del secolo decimottavo, trovava la piú significante espressione nella scelta degli uomini destinati a comporre gli eserciti. La composizione del corpo degli uffiziali subí il cangiamento corrispondente all'abolizione de' privilegi nell'ordine civile, e il servizio essendo divenuto un dovere, bisognava che potesse divenire una carriera per tutti, esigendosi non piú privilegi di nascita ma condizioni di capacitá. Ciò fece che non vi fosse piú soluzione di continuitá nell'esercito, dal tamburino al generale in capo; e quando Luigi decimottavo diceva che nella giberna di ogni soldato vi era un bastone di maresciallo, dava al tempo stesso una definizione chiara ed una sanzione solenne a questo gran fatto sociale. E se vuolsi por mente alla composizione della forza pubblica nel medio evo tal quale noi l'esponemmo nel terzo discorso, vedrassi essere stata interamente diversa dalla presente, perocché ivi tutto era individuale e per cosí dire privilegiato, e qui tutto generale e condizionato. E nei seguenti discorsi, dal quarto al settimo, abbiamo indicati tutti i passi successivi che si erano fatti per operare gradatamente e senza sorpresa questa fausta trasformazione nel primo elemento della milizia; trasformazione che simboleggiava e confermava al tempo stesso quella operata in tutto l'ordine sociale. Gli altri Stati europei che combattevano la Francia e si opponevano alla rivoluzione anziché adottarla, furono pur nondimeno costretti dal sentimento della propria conservazione a supplire ai mezzi ordinari che la guerra coi suoi nuovi metodi distruggeva rapidamente, chiamando sotto forme e nomi diversi tutta la loro popolazione valida a servir di riserva e di alimento agli eserciti. E questo movimento cominciò nel 1808 nella penisola spagnuola, nel 1809 in Austria, e durò fino al 1815 da per tutto fuorché in Inghilterra, ove si reclutò bensí nelle milizie, ma per influenza dei capi e non per legge dello Stato. Una volta chiamate le masse a formare l'esercito, non solo era necessario il sistema delle pene, ma bisognava allettarle con quello delle ricompense; per il che decorazioni ed avanzamenti furono accordati, e questo ancora negli Stati ove dagli ordinamenti civili la separazione delle classi era stata conservata e sussistevano interi i privilegi e finanche la servitú della gleba. Epperò la Francia e le sue dipendenze adottarono il nuovo sistema come conseguenza della loro legislazione, e le altre potenze in opposizione agli ordinamenti che le reggevano lo adottarono perché il richiedea l'interesse della propria conservazione; chiara pruova del nostro assunto sull'influenza reciproca delle belliche scienze e dello stato sociale.

Se grandi furono gli effetti di questi avvenimenti sugli uomini, piccioli furono sulle armi e possono ridursi: 1. all'uso piú frequente dell'artiglieria leggiera, con vari metodi nei diversi Stati; 2. all'uso degli obici fatto piú frequente ed in proporzioni maggiori coi cannoni, fino a formare il terzo de' pezzi di una batteria; 3. ai razzi alla congrewe che furono impiegati negli eserciti alleati anche in campagna, e dal 1813 in poi adottati generalmente, benché senza aver grandi effetti; 4. alla importanza che racquistarono nel secondo periodo, dal 1800 al 1815, i corazzieri e i lancieri.

Gli ordini, per la stessa causa, non subirono alcuna alterazione e furono i medesimi che nell'ultima epoca di Luigi decimoquarto e di Federico secondo, se ne togli le tre righe nella cavalleria le quali furono dissusate piuttosto che abolite. Si conservò ancora l'ordine in due righe adottato come primitivo nell'esercito inglese per la fanteria. L'ordine del giorno dodici ottobre 1813 all'esercito di Napoleone, ove è prescritta la formazione in due righe, ma disposta in colonna per divisione, e questa come ordine abituale, non può esser considerato che come una disposizione di circostanza per potere maneggiar facilmente un esercito forte di numero e povero d'istruzione, e cosí dargli piú consistenza contro la cavalleria nemica alla quale non poteva opporsene una simile per numero e qualitá. Ed in effetto i militari regolamenti posteriori non hanno fatto veruna menzione di quest'ordine di battaglia siccome parte della tattica elementare.

Venendo ora alla soluzione del secondo quesito, diremo che la tattica seguiva in tutti gli Stati europei piú o meno compiutamente il sistema prussiano. In Francia l'ordinanza del 1791 semplificava e perfezionava questo stesso sistema, e l'esperienza acquistata in un lungo periodo di guerra fatta su tutti i terreni e con tutte le nazioni non rese necessario verun cambiamento importante, del che l'ordinanza del 1831 è una novella e piú compiuta dimostrazione. In tutta l'Europa s'imitò piú o meno quel regolamento. Nel secondo periodo un'ordinanza di cavalleria fu redatta in Francia nel 1802 da uomini molto periti nell'arma e ricchi dell'esperienza di dieci campagne. I conoscitori trovano questo regolamento fondato sull'essenza dell'arma, dettato dalla pratica della guerra, e veggono nella sua posizione una severa deduzione logica dai principi alle conseguenze dei movimenti tutti. L'ordinanza del 1831 pubblicata in Francia per l'arma di cui discorriamo, ad avviso di distinti generali e dei medesimi collaboratori di essa, non contiene veruna mutazione importante. Se tanta scienza e tanta esperienza sparsa in Francia non ha saputo procacciare maggiori perfezionamenti alla tattica elementare delle due arme, rimane dimostrata la soliditá de' principi che furono stabiliti nella redazione delle prime ordinanze. L'artiglieria non variò molto nei suoi metodi. Solo l'artiglieria a cavallo riunita in gran masse ebbe bisogno di ricorrere agli spiegamenti, come le due altre arme, ove la parte giá spiegata favorisce quella che dee ancora spiegarsi[32]. Ma se la tattica elementare quanto alle armi ed agli ordini non subí, né il poteva, gran cambiamenti, la tattica sublime ricevette nelle varie circostanze di cosí lunga lotta qualche modificazione, la quale perfezionò l'uso della tattica elementare senza alterarne i principi.