3. Per gli ordini il prussiano era modificato, essendovisi introdotti i bersaglieri e l'ordine profondo siccome mezzi d'attacco. Presso i soli inglesi non invaleva quest'ultimo[43].

4. La tattica rimaneva la stessa, ma era subordinata alla strategia. La separazione delle armi diveniva piú pronunziata nelle riserve di artiglieria e di cavalleria. S'introduceva la divisione in corpi d'esercito.

5. La strategia diveniva dominante e saliva al grado di scienza.

6. Nella difensiva operavasi piuttosto manovrando sui fianchi che opponendosi di fronte al nemico; operazione difficile nell'esecuzione ma ricca di risultamenti quando riesce.

7. Quanto alle fortificazioni si accelerava l'attacco con economizzarsi una parallela. Si facevano tentativi perché la difesa avesse eguagliato i progressi dell'attacco. Costruivansi piazze non solo sulle frontiere ma pur nell'interno.

8. L'amministrazione venía migliorata nei metodi, ma non rispondeva pienamente a' bisogni di eserciti numerosi e mobili al sommo[44].

9. Le istituzioni militari erano rese piú compiute, piú razionali, piú armoniche; le pene fatte piú miti; le ricompense piú larghe; la carriera piú accessibile a tutti; l'educazione scientifica perfezionata.

Uno stato sociale ove le scienze militari son giunte a tal grado dee trovar nel suo insieme perfezionamenti che vi corrispondano, come brevemente piú in lá indicheremo, volendo per ora cercare negli autori militari e nelle pratiche de' capitani la pruova delle nostre asserzioni.

Lo scrittore militare che dopo l'esperienze delle prime campagne della fine del secolo cercò di fare per la sua epoca ciò che il Feuquières ed il Lloyd avevano fatto per le loro, fu il prussiano Bulow, che nel suo sistema di guerra moderna volle dimostrare la superioritá della strategia sulla tattica, cioè della configurazione e dimensione della base come risultamento favorevole in istrategia. In tattica intese a provare la superioritá dell'inviluppo sull'urto, e però la superioritá del combattere alla spicciolata contro le masse e delle ritirate divergenti sulle convergenti, le quali raccomandò anche in istrategia. La conseguenza che risultava e ch'egli dedusse dal suo sistema era la superioritá che dovevano acquistare le popolazioni che resistevano agli eserciti, e la disparizione successiva dei piccoli Stati che dovevano presto o tardi essere assorbiti dai grandi. Alcune pruove storiche vennero esposte dall'autore nel descrivere la campagna del 1800. L'autore prussiano, secondo l'avviso dei conoscitori, non comprese l'essenza della guerra moderna ed espose princípi spesso contraddittorii, dai quali traea conseguenze alcune esclusive altre azzardate; ma d'altra parte si è convenuto che questa prima opera poneva in luce se non risolveva le quistioni che nascevano dallo stato delle scienze militari, e che l'autore con sagacitá aveva desunto doversi realizzare vasti risultamenti e nello stato sociale e nell'equilibrio politico.

Il Jomini che ha esaurito in un'epoca posteriore le quistioni tutte che queste guerre han fatto nascere, nei suoi primi trattati combatté il Bulow nelle sue idee sull'inviluppo e sulle ritirate eccentriche, ridusse tutte le combinazioni della guerra in istrategia e in tattica «a operar colle masse contro le parti isolate e a tendere a questo scopo in tutte le operazioni», affermò che i prodigi della guerra de' sette anni dovevansi alla costante applicazione di questo principio posto in luce da Federico, ed indicò come un'aberrazione della scienza le prime guerre della rivoluzione fatte piú secondo il sistema di Bulow che secondo quello di Federico, attribuendo il buon successo dei francesi alla violazione che i loro avversari facevano egualmente di questi principi, mentre non avevano tutti i vantaggi di altra natura dei quali erano in possesso i francesi. Mostrò da ultimo siccome epoca di ritorno ai veri princípi perfezionati nell'esecuzione le campagne del 1796 in Italia e in Germania, e considerò i grandi avvenimenti del secondo periodo della lotta come il risultamento dell'applicazione di quei princípi fatta dal generale dell'esercito d'Italia sopra una vasta scala alle guerre del nord dell'Europa fino al 1809.