[ INDICE]
| [Prefazione] a questa seconda edizione | pag. 3 |
| [Avvertimento] della prima edizione | 21 |
| [Discorso I.] — Idee generali intorno alla scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale | 23 |
| [Discorso II.] — Delle differenze tra la scienza militare degli antichi e quella de' moderni | 35 |
| [Discorso III.] — Della scienza della guerra nel medio evo e delle sue relazioni con le altre scienze e con lo stato sociale | 45 |
| [Discorso IV.] — Della scienza della guerra e delle sue correlazioni con le altre scienze e con lo stato sociale dalla scoverta della polvere fino al suo risorgimento sotto Nassau e Gustavo Adolfo | 59 |
| [Discorso V.] — Delle relazioni della scienza della guerra colle altre scienze e con lo stato sociale nel periodo compreso tra il 1555 e il 1648, vale a dire tra l'abdicazione di Carlo quinto e la pace di Westfalia | 75 |
| [Discorso VI.] — Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle scienze e collo stato sociale dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz | 99 |
| [Discorso VII.] — Dello stato della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e le arti e con lo stato sociale dal trattato di Passarowitz del 1718 alla rivoluzione francese del 1789 | 125 |
| [Discorso VIII.] — Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale dal 1789 al congresso di Vienna nel 1815 | 161 |
| [Discorso IX.] — Intorno ai rapporti della scienza bellica colle scienze, le lettere, le arti e lo stato sociale, considerati sotto un aspetto generale dall'antichitá fino ai dí nostri | 211 |
| [Appendice.] — Alcune osservazioni del maggiore Cianciulli intorno ai progressi dell'arte della guerra ai dí nostri, in occasione di un articolo del barone maggiore Ferrari da Parma, inserito nel fascicolo settimo del giornale: Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti | 245 |
| [Nota] | 281 |
| [Indice dei nomi] | 287 |
NOTE:
[1]. Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, libro III, capitolo XXXVI.
[2]. Questa nostra opinione può esser impugnata coll'appoggio dell'opinione di chiari uomini i quali sostengono ch'era un vero progresso il sistema d'attacco dell'Oriente, cioè quello seguito da san Luigi di portare la guerra in Egitto per farne sua base contro la Terra santa. Ammettendo anche questa idea, ci permettiamo di far osservare quanto siegue:
1. Che la conquista dell'Egitto, benché desse il vantaggio innegabile di evitare la strada di terra ch'era cosí lunga, pur nondimeno rendeva necessario il risalire fino ad una certa altezza la valle del Nilo, per assicurare il fianco dritto della linea di operazione contro tutto ciò che naturalmente si riuniva nell'alto Egitto, a fin di riprendere l'offensiva nel momento che il resto dell'esercito europeo operasse nella Siria; il che è confermato storicamente dalla spedizione di Napoleone nel 1799 in quelle contrade.
2. Che ciò supponeva una quantitá di forze, di numero e di disciplina che mancava ai crociati.
3. Che il deserto che separa l'Asia dall'Africa era un grande ostacolo come linea d'operazione avanzando in ritirata nelle disfatte.