—Hanno mandato anche quattrini….
—Gliele ributto in viso le cinquanta miserabili lire che sono ancora là… Lia, dov'è il vassoio?
—E domani che cosa farete?
—Domani? Ma io vado via sùbito da questo porcile!—
E così parlando, l'Orso peloso non aveva smesso di spiantare le assi del palcoscenico, di piegare le quinte di carta e il sipario, aiutato un po' da Cardello che aveva aperto gli occhi spauriti dalla paura ed era indignato anche lui per l'offesa fatta al suo principale.
* * *
La povera madre, tuttavia in maglia, col rossetto che le si scioglieva su le guance in larghe righe per le lacrime che le sgorgavano silenziose dagli occhi—e lei non badava ad asciugarle—era curva su la piccina, che, stesa sul pagliericcio dietro il palcoscenico, non tossiva più e non si lamentava più, con nel pettuccio un rantolo che le moriva nella gola e le faceva fiorire di tratto in tratto bollicine di bava su le labbra pavonazze.
La povera madre non osava di piangere forte, di gridare:—Figlia, figlioletta mia!—per non irritare di più il marito che bestemmiava e brontolava l'ingiuria contro quel porcile e i signori che lo abitavano; ed erano veri, verissimi porci…—Sì, signor brigadiere!—
Sentendo singhiozzare dietro il palcoscenico, il brigadiere aveva sporto il capo e si era precipitato verso la donna che si dava pugni su la testa e si strappava i capelli. Alla vista di lui, sembrò ch'ella prendesse coraggio, che si sentisse difesa contro la possibile brutalità del marito, e i singhiozzi le proruppero dalla gola e poi l'urlo desolante:
—Figlia, figliolina mia!—