—E quei vasetti?—insisteva il vecchio non ancora persuaso.
—Ci ho messo le mani anche io.
—Sarà!… E le mille lire, le hai tu viste?
—Verranno.
—Aspèttale! Io sono vecchio,… Ma neppur tu che sei giovane vedrai questa famosa fabbrica! A che scopo poi? Si campa a stento noialtri, e fabbrichiamo cose di prima necessità, che costano pochi soldi. E lui, il Piemontese, vuole arricchirsi con lo stagno?… Dice che farà arricchire anche noi, e ci chiama in società! Lui è piemontese e furbo. Ha imbrogliato il Municipio per la condotta dell'acqua; ma noi, noi siamo assai più furbi di lui. Chi sa dove li ha comprati quei vasetti stagnati, e vuoi darci a intendere, come l'ha dato a intendere a te, che essi sono opera sua.
—Vi giuro…!
—Lascia andare! Mangi il suo pane; devi dire quel che vuole lui.
—Ebbene… Datemi un vasetto di terracotta fatto con le vostre mani. Ve lo restituirò stagnato come quelli che il Piemontese vi ha mostrato.
—Manderà a farselo stagnare al suo paese.
—Potrete assistere all'operazione; vedere coi vostri stessi occhi.