Ed ecco Torriani che comincia: prima con parole brevi, quasi sgridasse qualcuno entratogli in camera, e poi, incalza, con domande e risposte fatte da sè, (si capiva benissimo dall'intonazione della voce) fino a certi impeti in cui sembrava che la parola non riuscisse a prodursi intera, e finisse con un rantolo.

Una sera al caffè Raimondi, Pintaura, se n'era lagnato con un amico impiegato nei Telegrafi.

— Se vuoi avere la sodisfazione di sentire quel che il tuo vicino dice, c'è un mezzo facilissimo — aveva risposto il telegrafista. — Farai un buco nell'uscio, un buchettino, anzi, che durante il giorno puoi tenere tappato. Poi ti foggerai un portavoce, un corno acustico, con mezzo foglio di cartoncino bristol, così....

Fece la prova servendosi di un giornale. A Pintaura sembrava che l'amico si burlasse di lui.

— Te lo costruirò io; sarà meglio. Veramente, ti insegno il mezzo di praticare una brutta azione; ma giacchè cotesto signore non ha, da parte sua, la minima delicatezza.... sarà un divertimento; devi però mettermi a parte delle scoperte che farai.

La prima notte che il corno acustico fu al posto, Pintaura non si svestì per andare a letto; si sdraiò su una poltrona vicino all'uscio a cui era addossato il lavamano, accese un sigaro, spense il lume e stette in attesa ancora incredulo del risultato.

Tutt'a un tratto trasalì. Si udiva, quasi fosse nella camera, la voce di Torriani.

-Ancora? Ancora?... Non è bastato dunque di strofinar la soglia dell'uscio con aglio verde per impedirti di entrare? Hai sofferto.... e sei entrata!... No, no! Là.... non verrò mai! Mi fai orrore.... più di quando eri viva!

Con chi parlava dunque? Pintaura si sentì gelare il sangue. Non era uno spirito forte. Ma quantunque pensasse che Torriani poteva essere in preda a una potente allucinazione, pure sentì afferrarsi dalla paura di dover assistere a qualcosa di anormale. Avrebbe voluto rizzarsi in piedi, strappare dal buco il cono di cartoncino, che funzionava da cornetto acustico e impedire la recezione delle parole di Torriani; ma gli parve di essere inchiodato sulla poltrona da una forza superiore.

Torriani riprendeva: