— Ma è troppo tardi per trovare un palco....
— Si troverà!
E non si era mai dato il caso che non lo trovassero, in quella o in altre occasioni.
Romano era felice di avere in casa qualcuno che aveva volontà per due. Assisteva con un che di stupore a tutti i mutamenti che Elisa operava nelle disposizioni delle stanze, nel rinnovamento dei mobili, nelle trasformazioni della sua persona per via dei più bizzarri abbigliamenti in voga.
Ora, le domeniche, più non venivano su per desinare alla buona i due vecchietti Bompiani. Elisa aveva sempre qualche amica col marito, qualche conoscente, una zia, una nipote, un cugino invitati quasi alla insaputa di Romano, perchè egli n'era informato poche ore prima, quando non gli accadeva di vederli arrivare inattesamente e di trovarli a casa rientrando. Pei Bompiani ella gli aveva detto:
— Senti, Romano: io non posso patire i vecchi: mi mettono malinconia. Pare che mi stiano dinanzi per avvertirmi: — Un giorno sarai come noi! — Non è divertente..... Brave persone, lo so, questi tuoi amici.
— Così bravi che mi hanno detto loro stessi: — Vita nuova, figliuolo. Purchè tu sii felice!
Era felice di non dover più consultare nessuno. Non gli occorreva di pronunziare il solito: — Che ne dici? — Elisa aveva già pronto il consiglio, il suggerimento e se ne sbrigava in poche parole, senza ragionarlo. Pareva che gli leggesse la domanda negli occhi. E lui, sùbito: — Sta bene, farò così.
A poco a poco, però, questa supina remissione cominciò ad irritarla.
Avrebbe voluto che qualche volta quell'uomo avesse agito da uomo, facendo, anche capricciosamente, il contrario di quel che gli veniva consigliato. E per ciò ora, dato il suo parere, aggiungeva: