E si atteggiò a serietà senz'affettazione, nè caricatura.
— Precisamente, Dio mio!
— Starò seria tutto il giorno, per farle piacere.
— Oh, ma non creda.... — dissi con simulata indifferenza. E per divergere la conversazione, esclamai: — Se ci fosse una tenda, si potrebbe anche desinare qui. Vi ceneremo la sera, al chiaro di luna, come nei romanzi.
***
Rimasi tutta la giornata mezzo stordito. Non sapevo capacitarmi come mai i lineamenti della mia Jela si fossero quasi ripetuti in un'altra persona.
Jela! Il dolce sogno della mia giovinezza! L'unica donna che io abbia sempre amata anche amandone altre.
Jela! Jela!... Oh! Dopo tant'anni, non posso tuttavia pronunziar questo nome senza tremare dalla commozione. La immagine di lei non solamente ha resistito nel mio cuore a tutte le offese del tempo e dei mille casi della vita, ma ogni mese, quasi a giorno fisso, torna a stringermi affettuosamente tra le sue braccia ideali, con raccoglimento più che religioso, con dolcissima estasi, per parecchie ore, durante le quali l'idillio della mia giovinezza ricanta lietamente le sue gentili canzoni.
— Fanciullaggini! Ridicolezze! — mi sono spesso ripetuto. Può darsi; ma fanciullaggini divine! Da chi ho mai ricevuto consolazioni più profonde? Da chi conforti più ineffabili?