— E la scienza? E la storia?
— Parole grosse, caro don Felice!
— Per chi non capisce — scusate — che un caso raro, rarissimo può dar la soluzione di parecchi problemi psicologici dietro cui gli scienziati si affaticano invano; per chi non capisce che la storia non è formata soltanto dai grandi avvenimenti, ma anche da tanti piccoli casi individuali....
— Parole grosse! Parole grosse!
Quel dottor Colla sarà — non ne dubito — un valentissimo chirurgo; ma levato dal bisturi, dal forcipe, dai tagli, dalle punture, da tutte queste utilissime però manualissime cose, è — sia detto tra noi, — una bestia.
E mettiamo che io agisca per pura curiosità! Non voglio calunniare nè denigrare nessuno, molto meno don Ciccio Curti, buona memoria.
Arrivar ad assodar se ha sposato per forza o no, può riuscire cosa onorifica per lui o, almeno, una scusa.
Come? Il Cavalier Daeli ignora chi è don Ciccio Curti? È la prima volta che lo sente nominare? Mi pare incredibile.... Tanto meglio. Voi, Cavaliere, che non avete preconcetti di sorta alcuna, siete in caso di giudicare spassionatamente.
Mi credete capace di dire bugie? D'inventare per comodo della mia tesi, — sì, tesi giacchè quel che vi dirò vi contraddice, smentisce, annulla tante sciocche dicerie di certa gente — d'inventare un fatto di sana pianta per mio uso e consumo?
A che scopo? domando io, a che scopo?