Fu una violenza; ma in certi momenti mi si affaccia alla mente il sospetto che la ragazza si sia lasciata rapire volentieri.
Gli graffiò la faccia? Gli strappò una ciocca di capelli? Certamente, vedendosi afferrata all'improvviso, quantunque già sapesse della richiesta e della risposta del padre, non poteva accarezzarlo, attaccarglisi a un braccio.
Stupore generale! Nessuno si sarebbe atteso un atto di simile arditezza da don Ciccio Curti.
Fin qui, però, gli avvenimenti non hanno nulla di straordinario.
Massaio Mandrà strillò, minacciò il finimondo, non voleva affatto dare il suo consenso. Ma quando don Ciccio, per bocca del Notaio Brà-brà, che ci si era messo di mezzo, mandò a dirgli che rinunziava alla dote, benchè la cosa potesse sembrare una canzonatura, perchè la ragazza era figlia unica, si rabbonì, pur continuando a nicchiare.
Don Ciccio si era comportato da galantuomo, quantunque contadino. Dopo la prima sera del rapimento, avea condotto la ragazza in casa del farmacista Milazzo, raccomandandola alla sua buona signora.
Avvenuto il matrimonio.... appena scorsa una settimana, ricevendo una visita della madre, le si era buttata tra le braccia piangendo:
— Ah! Mamma!... Mamma!
La mamma le aveva fatto un'interrogazione così brutale, che donna Fina aveva arrossito sino alla radice dei capelli.
— No! No, mamma! — protestava. — È pazzo.... non so!... Mi fa paura!