— Pazzo? Perchè?
— Mi dice: Va' a letto, vengo sùbito. E si mette ad andare su e giù per le tre stanze e la cucina. Gesticola, borbotta, non sembra lui; sposta seggiole, sposta oggetti, pesta i piedi. L'ho guardato dall'uscio della camera.... Mi fa paura!... Mamma!
— E poi?
— Poi, questa notte, sentendogli scendere cautamente le scale, ho aperto a fessura la finestra.... Andava via, come brancolando nel buio.... lo vedevo appena.... svoltò cauto.... E di lì a poco tornò, in fretta.... Portava qualcosa in una mano.... Io mi rimisi a letto.... Lo vidi entrare calmo. — Come? Non ti sei addormentata? — mi disse. — Io non ho potuto chiuder occhio, ma lui ha fatto tutto un sonno fino a stamattina....
Non vi stupite, caro cavaliere.... Vi annoio? No? Grazie.... Non vi stupite che io abbia potuto sapere questi intimi particolari; li ho saputi dopo parecchi anni, in gran confidenza, stavo per dire sotto sigillo di confessione. Perchè i Mandrà sospettano tuttavia che don Ciccio Curti fosse un lupomannaro, e che fosse costretto dal suo male ad andare attorno quando faceva la luna, urlando, con la schiuma alla bocca.... Sciocchezza! Perchè, egli andava fuori di casa ogni notte, assai prima della mezzanotte, e non urlava, non mandava schiuma dalla bocca.... Nè stava fuori più di un quarto d'ora, di mezz'ora al massimo, e tornava a casa tranquillo e dormiva tutt'un sonno fino alla mattina.... Ma i Mandrà sono contadini ignoranti.
Non vi riferisco, caro cavaliere, le minchionerie degli altri. Secondo parecchi, don Ciccio andava attorno con le Nonne. Faceva serrare a doppia mandata la porta di casa sua.... ma usciva e rientrava pel buco della serratura. E c'era chi giurava di averlo visto coi suoi propri occhi; e chi giurava di aver tentato di seguirlo, e tutt'a un tratto gli era sparito davanti. Minchionerie senza capo nè coda.
Figuratevi, caro cavaliere.... Vi annoio? No? Grazie; sto per finire.... Figuratevi quel che si fantasticò e si disse quando si seppe che donna Fina era scappata dalla casa del marito, rifugiandosi presso i genitori! I Mandrà non diedero a nessuno la sodisfazione di rispondere: È stato questo e questo! Don Ciccio poi pretendeva di far credere che sua moglie era andata dai suoi parenti per ragioni di salute.... Poteva dire la vera ragione? Chi gli avrebbe creduto, se non gli credeva neppure la moglie?
Vi confesso, cavaliere, che non oso di crederci nemmeno io! Eppure è la spiegazione più verosimile.
Una notte sua moglie, atterrita di quell'agitazione, di quella smania, avea voluto impedirgli di andar fuori; voleva, a ogni costo, sapere perchè.... Voleva, soprattutto, sapere che significavano quei sassi che, ogni notte, egli riportava a casa, uno alla volta.... Ho dimenticato di dirvi ch'egli, ogni notte, tornava a casa con un grosso sasso in mano, e lo buttava in un canto del bugigattolo a pianterreno.... Quella cinquantina di sassi ammonticchiati là, la povera donna Fina li credeva cosa di magia, poichè suo marito sfuggiva di darle una spiegazione.
— Che te n'importa? — le rispondeva. — Mi servono per la fabbrica. — E rideva. — Non fanno ingombro.