— Questo mi stupisce, dopo averla sentita parlare dei mille romanzi che ha letti.
Mi tornò alla memoria quel po' della sua vita, che ella mi aveva confidato la sera avanti. Sentivo susurrarmi all'orecchio: «Ho sofferto, ho lottato!»
E poi, in tono più severo, quasi ultimo resultato di tristissima esperienza: «Solo il possesso rende felici; tutto il resto è illusione».
Io però protestavo internamente:
— No, non è illusione.
***
Si accorse presto del mio turbamento, e mi sorrideva in faccia con aria maliziosa, non osando apertamente canzonarmi. Richiamava spesso il discorso sul mio ideale, com'ella diceva, e m'interrogava con curiosità, quasi provasse gusto nel delicato tormento che m'infliggeva.
— Era più bassa, più gracile di me?... — mi domandò una volta ex abrupto, mentre appoggiata al mio braccio saliva uno dei tanti mucchi di sabbia del piccolo Sahara della Marza.
— Più gracile assai.
— Ed è rimasta gracile sempre?