Non sapeva darsene pace. La signora Emilia aggiungeva anche lei qualche parola, ma non insistente e calorosa.

Avevo appena la forza di guardar Paolo in faccia; la sua schietta cordialità mi feriva il cuore. Fui fermo.

Verso le cinque di sera, sul punto di montare a cavallo:

— Senti, — egli mi disse, — sono in collera. Non ti accompagnerò nemmeno fino al limite dell'ex-feudo.

Infatti rimase su la terrazza.

Poi, volgendosi alla signora Emilia che, ritta in mezzo alla spianata, a pochi passi da me, mi guardava con occhi sdegnosi e turbati:

— Pregalo tu, — soggiunse. — Forse l'insistenza di una signora lo piegherà.

La signora Emilia si accostò, guardandomi fisso negli occhi; e con accento represso e vibrato mormorò, impallidendo:

— Perchè mi fuggi?

Si morse le labbra.