Era rimasta a letto fino a tardi, incapace di fare lo sforzo di levarsi, quasi, restando immobile, potesse anche ritardare la corsa del treno con cui suo marito tornava; poi s'era alzata tutt'a un tratto irrigidendosi contro ogni impressione capace di infiacchirle l'animo, improvvisamente risoluta di affrontare faccia a faccia il pericolo. Con la cipria rosea e colorandosi lievemente le labbra sbiadite, aveva scancellato dal volto qualunque traccia di pallore; e provava, come una attrice, la parte da recitare, quel che avrebbe dovuto dire all'arrivo di lui.... Sarebbe stato un attimo, ma le tardava che già non fosse passato!

Perciò andò incontro al marito franca, sorridente, — col cuore, sì, un po' agitato, mordendosi le labbra — e gli stese le mani sicura; e non tremò tra le braccia di lui, e resistette all'impressione di quei caldi baci con l'alterezza della innocenza. Era commossa nel vederselo dinanzi gentile, buono, affettuoso, qual era partito; e, sì, stupita che il fingere e il mentire non costassero insomma maggiore sforzo.

Soltanto quando il marito, alla vista della trasposizione e dei mutamenti da lei fatti nel salottino, le domandò perchè non glien'avesse scritto mai niente, ella, con qualche imbarazzo e alzando le spalle, rispose:

— Capriccio. Non sdegnartene, Giulio.

In verità n'era malcontento. Non gli pareva di ritrovarsi in casa propria; quasi avesse fatto uno sgombero, egli che odiava gli sgomberi. Viveva da sette anni in quella casa. La sua felicità era nata e cresciuta là, in quelle stanze ariose, fra quei mobili che avevano veduto e sentito, quasi persone vive e di famiglia, tutto quel che più intimamente lo interessava e gli era caro, sin dal primo giorno dopo il viaggio di nozze.

— Volevo farti una sorpresa, — ella aggiunse, esitante.

Giulio sorrise. Infine, mobili e oggetti d'arte avevano solamente mutato di posto, dalle altre stanze nel nuovo salottino; e la loro disposizione era così gentile e intonata, che poco dopo egli non provava più il cattivo effetto della prima impressione. La bambina, arrampicatagli su le ginocchia, lo accarezzava, lo baciava, aggrappata al collo, chiamandolo: — Babbino bello! Babbino caro!... — Intanto, fra i baci e le carezze, egli osservava sua moglie:

— Sei un po' dimagrita.

— Ti pare?

— E un po' pallida. Non sei stata malata, spero.