« — Parigi sementato dal sole! — esclama Pietro.

« — Sì, è vero — dice Maria, — Parigi sementato dal sole! E con che gesto egli butta la semente della salute e della luce fin nei più lontani sobborghi! Cosa singolare! A ovest, i quartieri ricchi sembrano avvolti da bruna rossastra, mentre la buona semente dorata cade su la riva diritta e sui quartieri popolosi a est! Là, è vero, dovrà spuntare la messe. »

E Guglielmo soggiunge con allegra espressione di voce e di gesti:

— E non tardi a spuntare su questo buon terreno del nostro Parigi, arato da tante rivoluzioni, concimato da tanto sangue di lavoratori! Non c'è altra terra al mondo per far germinare e fiorire le idee. Sì, Pietro ha ragione: il sole sementa Parigi, e il mondo futuro nascerà soltanto da lui!

E lo Zola nell'ultima pagina del romanzo riprodurrà questa immagine e ne farà la chiusa sinfonica. Non più distinzione di quartieri, ma tutto Parigi sementato ugualmente dai grani di oro del sole. E la messe sembra già maturata, ondeggiante come un gran mare biondo a perdita di vista, sul vasto terreno della riconciliazione fraterna.

Pietro Froment, non più abate; ma padre di una bella creatura, prende in braccio il figlioletto Giovanni, e lo leva in alto quasi in offerta all'immensa Parigi sementata dai raggi del divino sole, d'onde nascerà la futura messe di verità e di giustizia.

Ma al poeta che spicca un così lirico volo nei secoli avvenire divinando la missione redentrice di Parigi, Parigi non ha concesso l'illusione di un istante. Mai con più bestiale smentita è stato risposto, non da una città ma da tutta una nazione, al sogno umanitario di un'anima avida di verità e di giustizia. Che importa, se questo sogno ci ha fruttato una bella, una grandiosa e severa opera d'arte?

In quanto all'avvenire, noi sappiamo che lo Spirito soffia dove vuole, che nessuno può dire anticipatamente: — La redenzione verrà di là! Il mondo attuale non ha niente che vedere col mondo avanti la Rivoluzione; è sazio di astrattezze. — Non più carità, ma giustizia! — Ma qualche altra nazione dà già al mondo lo spettacolo meraviglioso della più grande tolleranza possibile, che è forse la forma più pratica della giustizia su la terra; e l'esempio non sarà senza influenza per le altre nazioni. E con la tolleranza, la carità dovrà riprendere l'opera sua consolatrice, e tutte le forze dello spirito dovranno concorrere alla grand'opera. La carità non ha fatto bancarotta, come non l'ha fatta la scienza, come non l'ha fatta la ragione, checchè ne pensi l'abate Froment così scandalizzato dalla Roma papale. Il vero divino sole dello Spirito si leva su l'orizzonte per tutti i popoli, sementa tutte le terre: e se si dovesse fare un'ipotesi ragionevole — si badi, dico: un'ipotesi! — si dovrebbe dire che la giustizia, invece che nel terreno dove sono spuntate le astrattezze della libertà e dell'uguaglianza, germoglierà nel suolo d'onde si è sparso per tutto il mondo civile l'albero immortale del Diritto.


I giornali avevano annunziato il suo ritorno a Parigi nella prima settimana di questo mese. Egli avrebbe lasciato il misterioso rifugio per riprendere il suo posto accanto all'eroico Picquart nella immane lotta per la verità e la giustizia, alla quale ha, da quasi un anno, sacrificato la sua tranquillità di uomo e la sua gloria di artista.