Annullarla! Per parecchi giorni fui sotto l'ossessione di questa idea! Vendicare gli altri e me, impedirle di esercitare sopra nuove innocenti creature la sua malefica influenza! Nello stesso tempo, mi sembrava di compire un gran sacrilegio attentando soltanto col pensiero alla sua perfetta bellezza. Chi ero io da pretendere di essere riamato da lei? Non era anche troppo ch'ella mi avesse permesso di continuare ad amarla e di ripeterglielo quante volte mi fosse piaciuto?—Può arrivare un giorno, un momento!….—Non significava: Sperate?
Cercai nei giornali la notizia di quel suicidio; nessuno ne faceva cenno. Aveva ella mentito?… Riflettei che non mi aveva detto che colui si fosse ammazzato a Firenze o in qualche altra città italiana. Era tornato, probabilmente a Pietroburgo, lusingandosi di sfuggire al letale potere di lei…. Ma inutilmente! Ella aveva reciso il filo di quella vita come una inesorabile parca, da lontano!.. Neppure io avrei potuto evitarla, se tardavo ancora, se non mi decidevo…. E mi decisi, una notte, dopo lungo dibattermi tra le smanie dell'insonnia e della passione che più non distinguevo se fosse amore o odio, o l'uno e l'altro insieme. E mi immersi sùbito in un sonno così profondo da impensierire le persone dell'albergo. Quando risolsero di accertarsi se stavo male, erano le due pomeridiane.
Mi sentivo calmo, e non me ne maravigliavo. Il mio primo pensiero, appena scosso dalla voce del cameriere, era stato:
—Annullarla!
Certamente il mio spirito aveva continuato durante il sonno l'intenso lavorìo della giornata precedente, e aveva maturato e rafforzato la mia decisione.
Io non so qual uso voi farete della rivelazione che sto per farvi. Se la vostra professione di dottore v'impone dei doveri, adempiteli senza esitare. Ho preveduto questo caso. Qualunque cosa sia per accadere, non potrà mai raggiungere quel che dovrei continuare a soffrire tacendo….
Notate: ho la visione netta, evidentissima della terribile scena, come se fosse accaduta poche ore fa. Ciò non ostante…. Oh! È spaventevole, dottore!
Aveva ella qualche tristo presentimento? Non si sedette accanto a me al solito posto, ma dietro al tavolino con la scusa di accendere una sigaretta. Io rifiutai quella che mi era stata offerta, sottilissima, troppo profumata pel mio gusto.
—Non dite nulla? Che guardate? Questo spillone?
—Sembra un pugnaletto.