Aldo Sàmara aveva voluto lasciare a quelle stanze la impronta caratteristica del tempo in cui erano state mobiliate; ed eccettuata la camera degli sposi, esse erano rimaste quali egli le aveva trovate nella sua prima visita, senza spostar nulla, anche perchè i mezzadri avevano raccomandato, in nome dei padroni, di conservare, per quanto più era possibile, la disposizione degli oggetti che vi si trovavano.
Non erano punto preziosi i tavolini, i canterali, i divani, le seggiole, le poltrone, le litografie e le incisioni in cornici di ebano, i quattro o cinque quadri a olio, di soggetto sacro, mediocrissime copie di originali del Guercino e di Carlo Dolce, i due specchi ridotti quasi inservibili dall'umido che ne avea macchiato e corroso l'argentatura.
Eppure Èlvia ed Aldo si erano adattati sùbito a quell'aria di vecchiezza—di stanchezza, diceva Èlvia—quantunque si sentissero stranamente trasportati in un ambiente affatto diverso da quello delle loro case sorridenti di tutta la gaia freschezza dell'ammobiliamento moderno.
Le prime due giornate eran passate come in sogno. I due giovani sposi avevano avuto appena tempo di dare un'occhiata al paesaggio e di fare qualche breve passeggiata all'aperto. Ma, il terzo giorno, nelle ore pomeridiane, una pioggerella fina, insistente, li aveva confinati in casa. Si erano un po' svagati leggendo alcuni capitoli di uno dei tanti romanzi nuovi comprati per quell'occasione, e le ombre della sera li avevano sorpresi dietro i vetri della finestra del salotto, silenziosi, intenti a guardare la pioggia che veniva giù più fitta, velando e quasi sfumando la campagna attorno e i colli laziali lontani.
Aldo avea cinto col braccio la vita di Èlvia, ed ella si era abbandonata carezzevolmente col capo su la spalla di lui. Tutt'a un tratto, ella trasalì.
—Che cosa è stato?
—Niente…. Non so!
Intanto spalancava gli occhi spauriti, voltandosi a guardare nella stanza già invasa dall'oscurità.
—Insomma?…—fece Aldo.
—Un brivido per tutta la persona, come se qualcuno mi avesse posato una mano diaccia su la spalla.