—Ah! si tratta del marchese?—esclamò il dottore con fina simulazione di sorpresa.—La scelta è indizio di gran senno in lui. Se lo perdesse dopo, la colpa potrebbe essere un po' di lei; ma è un'ipotesi assurda.
—Dunque?
—Il suo scrupolo la onora.
—Questa è la parte dell'amico. Il dottore che cosa consiglia, che cosa impone?
—Niente. Io credo che l'individuo non è obbligato a immolare la sua breve felicità ai pretesi eterni diritti della Specie. Che farebbe lei se io le dicessi: Non sposi?
—Ne morrei!… Forse, mi ammazzerei perchè la vita non avrebbe più nessun'attrattiva per me.
—È un po' troppo. La vita ha sempre, finchè dura, nuove attrattive da sostituire a quelle disperse dalla sua stessa inconsapevole ferocia.
—Non sempre, dottore!
—Può darsi. Nessuno però ha diritto di buttarla via come cosa inutile; la religione e la scienza sono di accordo su questo punto.
—Sia esplicito; si curi della verità non di me.