—Non mi sono maritata mai!

—Perchè?

Oh, gli importuni e inevitabili perchè dei bambini!

La cugina, quella volta, tentò di sorridere: ma, accarezzandomi i capelli e balbettando:—Perchè…. Perchè….—aveva le lagrime agli occhi.

Ella era morta da un pezzo quando, tornato dall'Università, rividi in casa nostra la spinetta a lei così cara. Mi rivenne subito alla mente quella scena dimenticata, e fui commosso per l'intimo triste dramma che l'aria o la canzonetta (come ella diceva) di Cimarosa lasciava immaginare.

Io non ho visto rappresentare il Matrimonio segreto del gran musicista d'Aversa, o non ho mai voluto riudire da altra voce la canzonetta della quale ho dimenticato le parole e il motivo, pur conservando la indefinita sensazione dell'allegra e alata melodia, a cui la tremula voce della cugina comunicava anche un senso di dolce tristezza. Mi sarebbe parso di profanare qualche cosa di sacro, sovrapponendo all'infantile e delicata sensazione una sensazione recente che, forse, avrebbe potuto affievolirla o farla sparire.

E, per ciò, conservo nel mio studio la tarlata spinetta, di cui parecchie corde sono già rotte e attorcigliate e i tasti più sconnessi di una volta e il pedale guasto e accomodato con spago.

Spesso, fumando una sigaretta, sdraiato su una poltrona, mi compiaccio di fantasticare la misteriosa tragedia del cuore della vecchia cugina, e penso che la canzonetta di Cimarosa ha dovuto essere per lei un'ineffabile consolazione nella lunga tristezza della solitaria sua vita.

NON PREDESTINATO?

A GIUSEPPE COSTANZO.