LA EVOCATRICE

A CORDELIA.

—Andiamo! Voi credete agli Spiriti, come le donnicciole?

—Che maraviglia? Ci credono tanti grandi scienziati, il Crookes, il
Vallace, ecc.

—Scienziati falliti! Scienziati per modo di dire!

—Siete temerario, caro amico—riprese il dottor Maggioli—giudicando così alla lesta lo scopritore della materia radiante e l'emulo del Darwin. In quanto a me, sono modesto come si conviene a chi non si è occupato di questo genere di studi venuti in voga quando l'età non mi consentiva più di sperimentare. Non ho detto, intanto, che credo agli Spiriti; ma mi stimerei presuntuoso, se osassi di affermare che non posso crederci affatto. Non ho nessuna ragione per esprimere un giudizio di questa sorta. Ho settant'anni, e tra poco mi sarà dato conoscere de visu come stanno le cose dell'altro mondo. Ne ho una grande curiosità, ve lo confesso.

—Non capisco, mi scusi.

—Forse mi sono spiegato male. Insomma io dichiaro di non avere nessun solido argomento per affermare o negare scientificamente l'esistenza degli Spiriti quantunque, l'unica volta che mi son lasciato indurre a tentar di vederli, la prova sia riuscita negativa.

—Lo credo bene!

—Io però, da quella prova mal riuscita, non mi stimo autorizzato a dire che il Crookes, il Vallace e tanti altri sperimentatori di buona fede si siano ingannati o siano stati ingannati.